Lecco, tensioni sulla scuola  E  Ballabio non ci sta
La seduta del consiglio comunale di ieri sera dedicata al dimensionamento scolastico

Lecco, tensioni sulla scuola

E Ballabio non ci sta

Il Comune montano chiede di far parte dell’istituto comprensivo 1. Ordine del giorno di Lega e M5S «Si riveda la distribuzione degli istituti». Alla fine piano approvato

Il colpo di scena è stata la mail mandata dal Comune di Ballabio che ha chiesto di far parte dell’Istituto comprensivo Lecco 1 poche ore prima che la delibera dell’assessore Salvatore Rizzolino andasse ieri sera in votazione.

Una richiesta che si va ad aggiungere all’inserimento di Pescate (e ieri sera era presente il sindaco De Capitani), nell’Ics 2 (dal 4 che dovrà sparire). Il che ha portato i consiglieri del gruppo Lega Nord a presentare un ordine del giorno “novellatorio”: «Con la mail del Comune di Ballabio – ha spiegato la capogruppo Cinzia Bettega- va considerata l’eventualità di aggiungere il Comune di Ballabio. La possibilità di far entrare i ballabiesi nel sistema scolastico lecchese, permetterebbe di rivedere i numeri e distribuire meglio il carico di studenti tra i vari Ics».

Mentre Anna Niccolai del Pd ha commentato positivamente la “riforma”, Paola Perossi di Ncd ha criticato il dimensionamento di Lecco 2 dichiarato troppo esiguo per “reggere” le sfide del domani. Giovanni Colombo della Lega, poi, ha accusato Rizzolino di aver creato un vero e proprio caos. Massimo Riva del M5S, ha criticato la strutturazione su tre Ics. «La maggioranza della città vorrebbe due Istituti comprensivi. Anche perché in due anni si riproporrà lo stesso problema di oggi». Alberto Anghileri della Sinistra Cambia Lecco ha chiosato: «Uno, due, tre Ics non sono il problema Tra due anni ci ritroveremo nella situazione di oggi. E prima o poi il dirigente regionale ci taglierà gli organici. Aumentiamo i bambini che vanno alla scuola pubblica, favoriamo le scuole dell’infanzia pubbliche. Non quelle paritarie. La battaglia tra Malnago e Bonacina e tra Chiuso e Maggianico è la battaglia dei polli, se non aumentiamo i bimbi che vanno alle nostre scuole».

Alla fine emendamenti bocciati e delibera approvata.


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