«Devono pagare  gli stipendi arretrati»
La Maggi Catene, storica azienda di Olginate

«Devono pagare

gli stipendi arretrati»

Crisi Maggi Catene La richiesta di concordato al Tribunale ha preso in contropiede sindacati e lavoratori. Martedì l’incontro con l’azienda: in gioco il destino di 66 dipendenti e il proseguimento dell’attività produttiva

Arrivano le reazioni delle segreterie di Fiom-Cgil e Fim-Cisl dopo che Maggi Group ha comunicato alle Rsu e ai dipendenti «ma non alle segreterie sindacali», sottolineano i dirigenti dei due sindacati) di aver chiesto giovedì scorso al tribunale di Lecco l’apertura di concordato in bianco.

Con le dirigenze sindacali un primo faccia a faccia per governare una situazione non facile nell’azienda familiare in cui è socio anche l’ex presidente di Confindustria, Giovanni Maggi, oggi presidente del welfare in Confindustria nazionale, è fissato per martedì prossimo, «e sarà un incontro difficile», ci dicono Domenico Alvaro della Fiom e Marco Oreggia della Fim, che parteciperanno all’incontro con l’ad della società, Corrado Maggi.

In quello che Corrado Maggi ha dichiarato essere «un concordato richiesto con la ferma intenzione di ridare continuità all’azienda e all’occupazione», in senso sindacale in gioco ci sono il futuro dei 66 dipendenti dell’azienda e i loro crediti pregressi fra alcune mensilità non ancora pagate, una tredicesima e (per chi aderisce) quattro anni di mancati versamenti al fondo Cometa.

«Autorizzare il pagamento»

«Nell’incontro di martedì – ci dice Oreggia – chiederemo di salvare il salvabile e chiederemo in primo luogo di pagare ai lavoratori almeno il mese di gennaio 2018».

La questione si lega al fatto che, essendo stato chiesto il concordato l’1 febbraio, gennaio rientra nel periodo dei debiti pregressi, che non possono essere pagati in quanto congelati dal momento della richiesta. «Salvo però – sottolinea Oreggia – autorizzazione del giudice a pagare almeno quel mese. E se il giudice autorizzasse ovviamente l’azienda dovrebbe pagare, visto che dalla richiesta di concordato in poi in senso finanziario è tenuta ad avere un comportamento lineare in senso finanziario. In pratica, non potrà dirci che ora non ci sono soldi per pagare».

«Martedì chiederemo espressamente – afferma Alvaro – a Maggi di far richiesta di autorizzazione al giudice per pagare gennaio. E’ necessario, se non lo farà, avanzando magari questioni di mancanza di liquidità, i lavoratori potrebbero decidere di entrare in sciopero il 12 febbraio, e le cose si potrebbero complicare».

«Delusione e rabbia»

Alvaro parla di un clima «di forte rabbia fra i lavoratori, che si sentono presi in giro». E spiega: «Io e Oreggia una settimana fa abbiamo tenuto un’assemblea coi lavoratori, visto che l’azienda continua a prendere impegni di pagamento che non rispetta. Ci sono lavoratori che hanno 4 mensilità arretrate, altri ne hanno una, ma la maggior parte ha crediti fra le 2 e 3 mensilità, tredicesima inclusa».

«Io stesso – conclude Alvaro – nei giorni scorsi avevo avuto un breve colloquio con Chiara Maggi, responsabile dell’amministrazione, a cui ho chiesto informazioni sui pagamenti sentendomi dire che a giorni sarebbero entrate somme importanti con cui pagare parzialmente i dipendenti. E invece poche ore dopo sarebbe stato chiesto il concordato».


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