Crisi dell’Husqvarna  «Situazione  pesante  e la mobilitazione resta»
Preoccupazione tra i lavoratori dell’Husqvarna di Valmadrera

Crisi dell’Husqvarna

«Situazione pesante

e la mobilitazione resta»

La mobilitazione dei dipendenti prosegue, nella speranza che l’uscita possa essere meno traumatica possibile. Dopo gli incontri che si sono svolti lunedì, con la proprietà della Husqvarna ad annunciare l’esistenza dell’interessamento di due soggetti nei confronti dell’insediamento produttivo di Valmadrera, i lavoratori sono tornati alla situazione di frustrante attesa che li vede loro malgrado protagonisti ormai da dieci giorni.

«Il materiale non esce»

All’inizio sotto la pioggia, ora sotto un caldissimo sole estivo, gli operai dell’azienda che in via Santa Vecchia produce (produceva) attrezzi per la manutenzione del giardino si danno il cambio per presidiare giorno e notte il cancello di ingresso di quella che per tanti anni è stata di fatto la loro seconda casa.

«Ieri l’azienda ha chiesto di toglierlo per qualche giorno, per far uscire il materiale – ha spiegato Pier Angelo Arnoldi, Fim Cisl -, ma finché non ci sono novità non se ne parla. La situazione è di attesa. Stiamo lavorando sugli ammortizzatori sociali, in particolare sul decreto Genova».

Dal 2008 non è stato assunto più nessuno, quindi l’addetto con l’anzianità minore lavora qui da oltre dieci anni. Il trattamento ricevuto dalla proprietà, a maggior ragione dopo l’impegno e i sacrifici che sono stati ricordati lunedì anche al segretario generale nazionale della Fim Cisl Marco Bentivogli, suscita quindi grandissima amarezza. «Hanno spinto questo stabilimento verso una morte graduale – hanno detto alcuni dipendenti -. Da dieci anni abbiamo avuto ogni anno una quindicina di settimane di cassa integrazione, perché hanno impostato la produzione sul monoprodotto, che però sta andando a sparire. Noi il nostro l’abbiamo sempre fatto, con impegno per garantire qualità. L’azienda invece prima ha aperto stabilimenti prima in Polonia e poi in Cina. Il primo risultato è stato il licenziamento di 60 persone nel 2009. E l’anno scorso hanno chiuso una fabbrica in Usa, con 1.200 esuberi».

Convocazione in Regione

Nel frattempo, i sindacati si aspettano a giorni una convocazione in Regione, dove probabilmente lunedì appariranno di fronte alla Quarta Commissione per illustrare la situazione. Il segretario generale della Fim Cisl Monza Lecco, Enrico Vacca, ha però espresso qualche perplessità in merito. «Alcuni consiglieri regionali hanno chiesto la convocazione della IV Commissione sulla Husqvarna senza confrontarsi con noi. Va benissimo che ci si preoccupi per le sorti dell’azienda, ci mancherebbe. Ma perché prima non parlare con chi conosce la situazione? Il rischio di muoversi con le migliori intenzioni e fare comunque danni c’è sempre: in questo caso, il pericolo è arrivare in Commissione e, se l’azienda non si presenta, parlare della situazione con quattro consiglieri, senza ottenere alcun frutto».

Nei prossimi giorni si terrà un ulteriore incontro in Confindustria, perché si aprirà quindi, a metà settimana, la procedura di mobilità. «Abbiamo già messo in calendario un incontro martedì 11 giugno – ha rimarcato Fabio Anghileri, Fiom Cgil -, poi avremo 45 giorni per trovare un accordo. Ovviamente l’intento è quello di trovare una soluzione nel più breve tempo possibile per trovare una copertura per queste persone».


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