Continua la mobilitazione sul forno  «Più di 1200 mail per l’analisi dei fumi»
Più di 1200 mail sono arrivate al “Coordinamento rifiuti zero”

Continua la mobilitazione sul forno

«Più di 1200 mail per l’analisi dei fumi»

Il presidente del coordinamento: «È un’adesione superiore alle aspettative»

Il sindaco di Civate insiste:«Serve un ulteriore incarico sullo studio epidemiologico»

Sono «più di 1200 le e-mail» inviate, secondo l’ultimo dato fornito dal “Coordinamento rifiuti zero”, per «sollecitare la presenza di un medico epidemiologo di importanza nazionale che ci rappresenti nel comitato scientifico incaricato della verifica sull’analisi epidemiologica inerente le ricadute del forno inceneritore di Silea».

Il presidente Gianni Gerosa sottolinea: «Le e-mail continuano ad essere inviate all’indirizzo dei sindaci di Valmadrera e Civate; l’adesione dei cittadini ha superato, e di molto, le nostre aspettative. Tuttavia la risposta non è ancora pervenuta: nemmeno per una forma di cortesia e di rispetto verso i cittadini preoccupati».

Così, il Coordinamento ha predisposto una nuova lettera, «inviata ai sindaci, per puntualizzare la situazione», tornando a sollevare anche il caso del teleriscaldamento, impianto progettato per essere alimentato dal forno. «Oltre all’incognita delle ricadute sulla salute e sull’ambiente – scrive il Coordinamento - si stanno esponendo i cittadini al rischio finanziario, senza un quadro chiaro né tempi di rientro certi; inoltre, si lega questo territorio per altri decenni a convivere col forno: anni che saranno necessari proprio per ripagare l’investimento».

Una “lettera aperta” è stata pubblicata ieri anche dal sindaco di Civate, Baldassare Mauri: «Sin dal 30 giugno scorso avevamo proposto all’assemblea di coordinamento di Silea che il progetto di teleriscaldamento non proseguisse finché non fossero noti i primi dati dell’indagine epidemiologica in corso. Tale proposta è stata purtroppo rigettata a maggioranza. Inoltre, è stata stralciata la richiesta di affiancare lo studio epidemiologico in corso con una seconda metodologia di indagine (nota come “Caso-controllo”) allo scopo di garantire un confronto. Ora noi ribadiremo, in un incontro con altri sindaci del territorio, l’indispensabilità di un ulteriore incarico, per un’analisi epidemiologica attraverso uno “Studio con disegno caso-controllo di popolazione”, che consenta di semplificare e velocizzare la fase di stima dell’esposizione, da svolgere sul territorio (non solo nei confini amministrativi) interessato dalle ricadute dei fumi dell’inceneritore, sempre convinti che l’analisi di uno stesso fenomeno con metodologie differenti possa fornire un quadro più completo. Insistiamo altresì sul maggiore recupero dei rifiuti: solo così, e dopo, sarà possibile valutare se il quantitativo residuo sia sufficiente a garantire il funzionamento del teleriscaldamento, onde evitare che il “carburante” necessario debba provenire da fuori provincia».


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