Commosso abbraccio   ai novelli sacerdoti
L’ingresso di don Matteo Frigerio, con lui don Maurizio Mottadelli, nella chiesa di Sant’Eufemia a Oggiono

Commosso abbraccio

ai novelli sacerdoti

Celebrata la prima messa dopo l’ordinazione: don Matteo a Oggiono, don Alessandro a Valmadrera, mentre i fedeli di Barzio hanno accolto don Paolo

« Si diventa preti per cinque cose: pregare per la gente, educare all’oratorio»: don Matteo Frigerio è stato interrotto, ieri, dall’applauso commosso dei concittadini. «Per stare in mezzo alla gente – ha ripreso - costruendo relazioni sincere; e per pregare per chi non c’è più. Grazie: è uno spettacolo vedere, oggi, la chiesa cosi piena e vorrei che fosse cosi tutte le domeniche». Il 26enne sacerdote novello – ordinato sabato, in Duomo, con altri 14 dall’arcivescovo Mario Delpini – ha celebrato la sua prima messa davanti alle autorità (tra cui il consigliere regionale Raffaele Straniero e la neo sindaco, Chiara Narciso) e a tanti amici, ex compagni di scuola e di oratorio; l’ingresso ufficiale in Sant’Eufemia è avvenuto accanto al prevosto e decano, don Maurizio Mottadelli, con numerosi altri religiosi.

Il vicario, don William Abbruzzese, ha introdotto la messa, definendo don Matteo «un dono di Dio: il lavoro dei preti è prezioso, benché oggigiorno siano visti maggiormente negli aspetti più neri della veste che portano». L’omelia è stata pronunciata da don Gabriele Gerosa, che l’ha articolata come un vademecum.

Tra i vicini di casa, chi ricorda ancora il «Matteo bambino scrivere in un tema: da grande voglio fare il Papa», ha sorriso. Anche nella vicina città di Valmadrera c’è stata festa per l’ordinazione di un giovane: Alessandro Canali, missionario del Pime; il parroco don Isidoro Crepaldi l’ha esortato ad essere «contento del ministero, segno forte che il Signore cammina ancora in questo mondo»; ha concelebrato padre Severino Crimella, valmadrerese, classe 1930, che ha trascorso la vita in Brasile. Nell’omelia, don Fabio Motta - vicario generale del Pime - ha ringraziato «Valmadrera per i tanti doni di missionari», ricordando padre Alessandro durante un’esperienza condivisa in Guinea Bissau ed incitandolo a «celebrare ogni messa come se fosse la prima, l’ultima, l’unica». All’offertorio, padre Alessandro ha ricevuto, tra il resto, una «pianta da collocare in oratorio, in ricordo perenne» e la serigrafia di un angolo di Valmadrera da portare con sé nel mondo, da parte del sindaco Antonio Rusconi, presente tra le autorità. «Grazie alla comunità di Valmadrera – ha detto - Qui ho conosciuto persone dal cuore grande che mi hanno dato vere e proprie spinte verso questo traguardo. Grazie al Prime e al “Centro farmaceutico missionario”». Fuori di chiesa c’era ad attenderlo una diligenza: così il gruppo “NoixVoi”, lo ha portato al pranzo in oratorio.

A Barzio un altro prete novello, don Paolo Invernizzi, ha concelebrato con i sacerdoti del territorio la prima messa, accompagnato alla parrocchiale da tutti i sindaci della comunità pastorale e salutato dal neo eletto di Barzio, Giovanni Arrigoni Battaia: «Oggi – gli ha detto – siamo tutt’e due novelli». La messa è stata animata dalla corale “Santa Cecilia” e dagli ottoni della civica banda.


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