Commemorazione al centro islamico, una folla per Aida Sene e Maimouna Gueye

Ricordi Moetz Santi: «La presenza di queste persone significa che in tanti gli volevano bene». Padre Angelo Cupini: «Due morti che ci hanno colpito profondamente, ci hanno fatto male»

C’erano Dame Gueye e i suoi sette figli. C’erano tantissimi membri della comunità dei senegalesi di tutta la provincia, e pure il console senegalese del Nord Italia e l’ambasciatore. C’erano garlatesi, ivoriani, burkinabè, togolesi. Musulmani e cattolici. Tutti uniti nel dolore per la morte violenta di Aida Sene, 56 anni e di sua figlia Maimouna Gueye, 27 anni, le due donne garlatesi vittime del drammatico incidente avvenuto mercoledì sulla Ss 36 all’altezza di Dervio, dopo che la giovane al volante ha effettuato un’inversione e si è scontrata contromano, contro una vettura che procedeva regolarmente.

Preghiere e affetto

Sabato pomeriggio, centinaia di persone si sono riunite al centro islamico Assalam di Lecco, per partecipare alla commemorazione in memoria delle due donne morte, con rito musulmano. La recita del Corano prima, poi un momento per discorsi e ricordi.

I referenti della comunità senegalese hanno sottolineato questa comunione tra musulmani e cattolici. Un’amicizia che si sente forte, soprattutto nei momenti difficili. C’era anche padre Angelo Cupini della “Casa sul Pozzo”, vicino di casa e artefice di questo legame.

Ass Casset, referente appunto dei migranti lecchesi di origine senegalese ha affermato: «In Senegal i musulmani sono la maggioranza, il 90% della popolazione, e i cattolici solo i 5%, ma viviamo in pace e ognuno partecipa in amicizia, ai riti importanti delle rispettive religioni. Venerdì, c’è stato un momento di preghiera in oratorio a Garlate, ed eravamo uniti, come lo siamo oggi qui. E questo è davvero toccante. Vogliamo tutti essere vicini alla famiglia e alla comunità senegalese, e sapere che anche il console senegalese per il nord Italia, Diouf Mamadou Lamine e l’ambasciatore Tniam Lamine, sono voluti essere qui anche loro, per noi è molto importante

Padre Angelo Cupini ha portato il suo conforto alla famiglia: «Qui ci sentiamo a casa anche noi e siamo qui per sostenerci a vicenda. Significa che queste due morti ci hanno colpito profondamente, ci hanno fatto male. Custodiamo il loro ricordo dentro di noi, riempiamo il vuoto riponendo fiducia gli uni negli altri e rigenerando il loro ricordo nella vita quotidiana»

Roberto Manzocchi, presidente dell’Acli di Garlate e consigliere comunale, che vive vicino alla famiglia Gueye, ha rappresentato la comunità garlatese.

Anche Moetz Santi, presidente del centro islamico ha portato le condoglianze alla famiglia Gueye sempre molto presente: «La vostra è sempre stata una bella famiglia e la presenza di tutte queste persone significa che tanti hanno voluto bene ad Aida e Maimouna e ora sono in paradiso». Anche gli esponenti dello stato del Senegal in Italia hanno partecipato al lutto e sottolineato quanto l’unione e l’amicizia tra cattolici e musulmani, sia una grande consolazione, in un momento così difficile».

I messaggi di razzismo

Parole di pace e di comunità che purtroppo si scontrano con i tanti messaggi di odio e di razzismo che compaiono sui social, sotto alle notizie sulla morte delle due donne e sotto i ricordi lasciati dagli amici.

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