Civate, ponte aperto, scattano i divieti  Gli autotreni non passeranno
Dall’apertura fino alla sera centinaia i veicoli sul ponte (Foto by Foto menegazzo)

Civate, ponte aperto, scattano i divieti

Gli autotreni non passeranno

Inaugurato l’altra mattina, è già molto frequentato. Ora aumenteranno i controlli Il comandante: «Il rischio è che diventi una scorciatoia per saltare le code e intasare il paese

Il ponte è aperto; ora, scattano i divieti.

È massima, l’attenzione del comando di polizia intercomunale sul cavalcavia d’Isella inaugurato l’altra mattina: «Tra le 13 circa, quando il transito è stato aperto, e le 19 del giorno stesso – riferisce il comandante Danilo Bolis - abbiamo contato 504 veicoli. Sicuramente, la curiosità dei civatesi ha avuto il suo peso, dopo quattro anni in cui la frazione era semi isolata dal resto del territorio».

Paura per i gitanti

Ma il timore è anche un altro: «Il rischio è che il nuovo viadotto diventi la scorciatoia per saltare l’ultimo tratto di code sulla statale 36, provenendo da Milano: in ora di punta, svoltando a destra e imboccando il nuovo ponte di Isella, ci si ritrova su una comoda parallela alla statale e alla provinciale: arriva dritta nella zona industriale di Valmadrera o sulla Lecco-Bellagio».

«Il ponte – riprende Bolis – ha ripristinato il collegamento tra la frazione di Isella e il centro di Civate: è un risultato importante, che vale qualche rischio». Non quello, però, dell’afflusso anche degli autotreni: «La viabilità comunale che si imbocca subito dopo il cavalcavia – annuncia il comandante Bolis – verrà vietata ai veicoli di peso superiore alle 44 tonnellate: stiamo predisponendo la segnaletica. Infatti, il viadotto è stato progettato per il massimo carico, ma le strade tutt’attorno sono di vecchia concezione, non sono pensate per trasporti eccezionali e la via Provinciale, inoltre, appoggia su terreno di riporto. Non possiamo correre il rischio che autotreni, deviati magari dal navigatore satellitare, o per saltare poche centinaia di metri di colonna, si avventurino su percorsi inadeguati, con tutti i rischi del caso».

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