Civate, «L’acqua è contaminata»
Un’altra anziana truffata da falso tecnico

La donna raggirata dal finto addetto della rete Ha aperto convinta da diversi dettagli sulla famiglia Con ogni probabilità stordita con lo spray, rubati monili

Civate, «L’acqua è contaminata» Un’altra anziana truffata da falso tecnico
La nuova truffa è avvenuta in località Cerscera

È senza fine la serie di truffe ai danni degli anziani, attuate da professionisti senza scrupoli, che continuano ad andare a segno nonostante i ripetuti avvertimenti a non aprire la porta di casa agli sconosciuti.

Lo stratagemma

Lunedì, in località Cerscera, ha funzionato per l’ennesima volta lo stratagemma dell’acquedotto contaminato, con un’altra donna raggirata. Come ha potuto successivamente ricostruire il sindaco, Angelo Isella , «la truffa è stata costruita nei minimi dettagli per trarre in inganno la concittadina, che vive sola: l’individuo che si è presentato alla sua porta si è spacciato per tecnico della rete e ha convinto la vittima facendole il nome della figlia e di altri congiunti, cioè dando veramente fondamento e credito alla storia che ha imbastito, supportandola con una serie di elementi difficili da mettere in dubbio, accompagnati ovviamente anche da una consolidata tecnica di persuasione. Quindi - dice Isella - sicuramente il malfattore è riuscito a farsi aprire così, con abilità e snocciolando i nomi di tutti i parenti come se davvero li conoscesse, ma poi, una volta dentro l’appuntamento, si ritiene che l’anziana sia stata anche resa inoffensiva attraverso l’inalazione di qualche sostanza: sarà servita probabilmente a simulare la contaminazione dell’acquedotto, per rafforzare il raggiro con l’ odore emanato dal presunto guasto, ma ha avuto anche l’effetto di stordire la signora la quale, infatti, è stata trovata in stato confusionale. Il danno economico è stato marginale - conclude il sindaco - e si è ridotto a qualche piccolo oggetto in oro, come le catenine, ma la paura che questi episodi suscitano è davvero tanta»

Tutti i particolari su La Provincia di Lecco in edicola giovedì 17 febbraio

© RIPRODUZIONE RISERVATA