Civate. In parrocchiale  ripresi i lavori di restauro
La facciata della chiesa parrocchiale coperta dai teli di cantiere

Civate. In parrocchiale

ripresi i lavori di restauro

Gli interventi sulla facciata sono ripartiti grazie all’aumento delle temperature

Prosegue il restauro della chiesa parrocchiale, dedicata ai santi Vito e Modesto: infatti, sono ripresi questa settimana i lavori sulla facciata; frattanto, le opere interne sono a buon punto.

La riqualificazione era cominciata a settembre 2017, con la priorità di sistemare anzitutto i tetti della chiesa stessa, della cappella laterale e della canonica. Sono seguite altre riparazioni, lungo le pareti che erano state interessate dalle conseguenze delle infiltrazioni. Successivamente, si è proceduto con l’impiantistica e le luci. Ora, per tutta la stagione invernale, il cantiere sì è fermato, in particolare per quanto riguarda la facciata principale, con l’intento di ripartire quando le temperature – anche notturne – si fossero assestate stabilmente oltre gli otto gradi, così da non compromettere la tenuta dei materiali. Per quanto riguarda i costi, è noto che, complessivamente, il preventivo è intorno ai 300mila euro. Per coprire la cifra è stata lanciata una raccolta di fondi alla quale hanno aderito fedeli e associazioni; inoltre, è stato richiesto un finanziamento alla Regione, che lo ha accordato per 153mila euro, ma non a fondo perso.

In totale, la parrocchia può finora contare su 275mila euro, cioè quasi l’intero ammontare necessario. La presenza a Civate di un oratorio dedicato ai Santi Vito e Modesto è attestata almeno fin dal XIII secolo da Goffredo da Bussero, nel celebre “Liber Notitiae Sanctorum Mediolani”; ricostruito nel 1498, nel 1732 e, infine, nel 1897, è chiesa parrocchiale a partire dal 1735. L’attuale facciata, neoclassic,a ha un frontone a timpano, portale barocco, stipiti e architrave in serizzo; il campanile ha una curiosa terminazione “a cipolla”. L’interno si sviluppa in un’unica ampia navata con quattro cappelle laterali. Preziose sono le statue lignee policrome seicentesche di san Carlo Borromeo e dell’Addolorata e quelle monocrome di san Bernardo e di san Benedetto. La cupola e il presbiterio furono affrescati nel 1897. Tra gli arredi liturgici si distinguono il ciborio battesimale ligneo del XVI secolo, un leggio barocco, sicuramente l’organo settecentesco Serassi, poi il coro ligneo neoclassico. La chiesa si affaccia su piazza Antichi Padri, un tempo necropoli medioevale.


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