Civate. «Decreto Salvini  Costretti a licenziare gli stranieri»
Mario Airoldi ha assunto nella sua azienda un giovane della Guinea

Civate. «Decreto Salvini

Costretti a licenziare gli stranieri»

L’imprenditore civatese Mario Airoldi: «Con le nuove norme negato il permesso di soggiorno, a rischio una trentina di posti di lavoro in dieci aziende»

Lavorano nelle aziende del territorio da due anni, hanno contratti a tempo indeterminato, casa in affitto e in diversi stanno facendo anche la patente, eppure tra pochi giorni potrebbero vedersi negato il permesso di soggiorno diventando irregolari sul territorio nazionale, perdendo così quanto costruito per integrarsi nel nostro territorio.

Si tratta di una trentina di ragazzi che erano stati accolti nei centri per richiedenti asilo della nostra città e che oggi hanno un’occupazione, ma che con l’inasprimento delle norme sulla protezione umanitaria e sussidiaria si vedranno, con tutta probabilità, negare la possibilità di rimanere in Italia.

A raccontare la situazione, anche dal punto di vista degli imprenditori che li hanno accolti in azienda, è Mario Airoldi della ditta Eredi Airoldi Srl, azienda metalmeccanica di Civate: «Due anni fa – racconta – sono stato contattato da una cooperativa di Lecco che si occupa di accoglienza per valutare la possibilità di un inserimento lavorativo. La nostra esperienza con un ragazzo della Guinea è andata bene e una decina di altre aziende tra Lecco, Civate e Valmadrera hanno deciso di seguire il nostro esempio. Si tratta di persone valide, a cui abbiamo fatto fare la necessaria formazione e che poi abbiamo assunto anche a tempo indeterminato. Purtroppo però, se non si vedranno rinnovato il permesso di soggiorno, saremo costretti a non farli più lavorare».

L’esperienza di Mario Airoldi è stata molto positiva: «Svolgono lavori che i nostri ragazzi non vogliono più fare e li fanno anche bene, dal mio punto di vista. Grazie al fatto che hanno uno stipendio, hanno potuto lasciare i centri d’accoglienza e prendere casa in affitto, qualcuno sta facendo anche la patente».

Nelle prossime settimane per molti di loro potrebbe però arrivare il diniego definitivo alla richiesta di accoglienza, con la conseguenza che saranno considerati irregolari sul territorio italiano: «Con le nuove disposizioni che sono state varate prima dal ministro Minniti e ora dall’attuale governo, sono cambiati i criteri e per questo con buona probabilità le loro domande saranno quasi tutte respinte. Oggi questi ragazzi hanno un permesso di soggiorno valido ancora per qualche settimana, fino alle sentenze definitive sul loro status. Quando avranno il diniego definitivo dovremo lasciarli a casa».

Un tema, questo, che nei prossimi mesi riguarderà molte aziende e molte aree del nostro Paese: «Anche nelle altre regioni ci sono tanti imprenditori che hanno dato lavoro a questi ragazzi e quindi è un tema che nei prossimi mesi certamente esploderà a livello nazionale. Parliamo di ragazzi che hanno attraversato il deserto e il mare e che certamente non vogliono lasciare il nostro Paese. Si ritroveranno in una situazione di stallo, senza più lavoro e in Italia da irregolari».

Conseguenze che andranno anche a toccare le imprese che li hanno accolti: «Per le aziende – conclude Airoldi – sono diventati una forza lavoro importante. Ma è anche un danno per lo Stato che si vedrà mancare l’introito delle tasse pagate e dei contributi versati».


© RIPRODUZIONE RISERVATA