Civate, “Casa del cieco” scrive la letterina
«Un milione di euro per ristrutturare»

Lo scambio di auguri nella Rsa è stata l’occasione per fare il punto della situazione. Lisi: «Dobbiamo rifare i tetti, le camere vanno messe a norma e ci sono spazi da recuperare»

Civate, “Casa del cieco” scrive la letterina «Un milione di euro per ristrutturare»
Il direttore Franco Lisi con una suora Babbo Natale

«Guardiamo alla Provvidenza, ai bandi, ai finanziamenti pubblici e privati, e anche alle famiglie»

il neo presidente della Rsa “Casa del cieco”, Franco Lisi , ha colto l’occasione ieri del primo scambio di auguri con autorità e personale, - oltre che con gli ospiti - per mettere sul tavolo «temi crudi: ristrutturazione, adeguamento ai nuovi standard di accreditamento regionali e persino al digitale terrestre».

Una realtà consolidata

Tra piccole e grandi cose, «oltre un milione di euro, oltre ai costi delle progettazioni; a carico delle famiglie, siamo riusciti a prevedere un aumento delle rette più contenuto di quanto sembrava inizialmente necessario: mediamente dell’1% anziché il 3%; è quindi ben lontano dall’inflazione e non lo motiveremo peraltro con quella, bensì con la volontà di mantenere alti gli standard dei servizi caratteristici di questa Fondazione, a garanzia degli ospiti e della nostra continuità, che perdura dal 1930.

Offriamo alle famiglie la scelta tra una realtà consolidata e, per esempio, una Villa Serena di Galbiate che è in vendita, diventerà privata e non si sa quindi come sarà».

Quanto agli investimenti, Lisi ha poi chiarito: «Rifare i tetti è la priorità e nel 2012 già c’era un preventivo di 500.000 euro: immaginiamoci la spesa, dieci anni dopo. È comunque improcrastinabile, così come lo è programmare gli spazi secondo i nuovi dettami della Regione, per conservare l’accreditamento, ma la nostra Rsa si trova in un edificio del nono secolo, con prescrizioni della Soprintendenza: pensiamo alle stanze quadruple, che non sono più ammesse dalla Regione, e per sdoppiarle serviranno nuove finestre. Poi - ha aggiunto Lisi - ci sono i fabbricati da recuperare, gli appuntamenti al piano terra e quello del cappellano, che deve tornare. Vogliamo inoltre ampliare la rete dei servizi per rispondere ai nuovi bisogni del territorio, sebbene a fronte di circa 200.000 euro di disavanzo dell’ultimo bilancio, segnato dal Covid. Desideriamo sentire le autorità vicine», ha concluso Lisi.

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