“Cassa” all’Eucasting  si va al ministero
La sede dell’impresa, ex Fomma

“Cassa” all’Eucasting

si va al ministero

Giovedì 21, Per capire se è possibile ottenere un salvagente per i dipendenti rimasti al lavoro

Giovedì 21 giugno: è questa la data che la trentina di (ex) lavoratori della Eucasting di Monte Marenzo hanno segnato con la penna rossa sul calendario. In quel giorno, i sindacati scenderanno a Roma per incontrare i funzionari del ministero del Lavoro e cercare di ottenere un salvagente, in termini di ammortizzatori sociali, per le persone rimaste senza un’occupazione.

«Lo sviluppo l’abbiamo registrato oggi – ci ha spiegato ieri Rino Maisto della Fiom Cgil -: ci è stata concessa l’opportunità di sederci al tavolo, al ministero del Lavoro, per capire se ci siano spiragli per preservare la cassa integrazione straordinaria per i dipendenti della Eucasting. È l’ultima strada perseguibile, per cercare di alleviare la difficile situazione in cui si trova il personale dell’azienda. Riguardo la Alp, invece, non ci sono novità».

Nei giorni scorsi, in occasione dell’ennesimo confronto in Provincia sulla vicenda dell’azienda di Monte Marenzo, le parti avevano deciso di inviare al ministero una richiesta di incontro urgente, per chiedere il ripristino dell’ammortizzatore sociale, la cui procedura era stata avviata a novembre per essere sospesa a metà aprile, dopo solo un mese dall’effettiva ricezione dell’assegno.

L’acquisizione della realtà produttiva da parte dell’Alp Group (con controparte il curatore fallimentare) si è infatti arenata, lasciando i lavoratori senza alcun tipo di paracadute.

«Andremo al ministero a spiegare quello che sta succedendo, dicendo che i lavoratori sono pronti a riprendere la produzione, ma che le scelte della curatela e dell’Alp ci hanno condotto in questa situazione, in cui l’azienda non c’è più».


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