Calolzio, polemica sul Giorno del ricordo  «A scuola reso omaggio a un fascista»
La Giornata del Ricordo celebrata lunedì al Lavello

Calolzio, polemica sul Giorno del ricordo

«A scuola reso omaggio a un fascista»

La Casa delle Sinistre scrive all’Ufficio scolastico provinciale e alla dirigente

«Testimone citato nei libri scolastici, diamo voce alla sua esperienza»

«Quell’uomo non è degno di essere celebrato: è stato nella milizia fascista e ha contribuito all’arresto di tre partigiani», attacca la Sinistra della Valle San Martino. «Quel nome è emerso in ricerche effettuate su Internet alla ricerca di testimonianze dell’eccidio ed è presente in testi scolastici», replica la scuola.

Graziano Udovisi. Quando la Casa delle sinistre ha visto che in occasione del Giorno del Ricordo questa persona è stata omaggiata perché testimone della tragedia delle foibe, ultimo sopravvissuto a morire (nel 2010), alcuni esponenti hanno subito deciso di prendere posizione. E così hanno fatto: visto che la manifestazione promossa nell’omonimo parco, sul lung’Adda in zona Santuario del Lavello, ha avuto per protagonisti gli studenti del Consiglio comunale dei ragazzi, hanno scritto all’Ufficio scolastico provinciale e alla dirigenza scolastica del Comprensivo calolziese per protestare.

A firmare la lettera, per conto del movimento che raggruppa tutte le anime della sinistra storica del territorio (da Rifondazione a Sinistra e Lavoro) è stato Giancarlo Bandinelli, che parla, a proposito di Udovisi, di «una figura ignobile del nostro Paese», «appartenente al gruppo della milizia “mazza di ferro” nonché condannato per aver arrestato tre partigiani, selvaggiamente torturati poi dai suoi sottoposti».

Bandinelli si dice indignato per questo. E va oltre, chiamando in causa la scuola. «I nostri partigiani hanno messo fine al fascismo il 25 aprile del 1945, noi continuiamo oggi ad avversare fascismi e razzismi e la cultura dell’intolleranza e dell’odio. Vorremmo che la scuola però facesse anche la sua parte».

La chiusura è però dedicata a una sorta di provocazione. «Un’insegnante democratica, Rosa Maria Dell’Aria, mesi fa è stata sospesa per due settimane per aver dato un compito agli alunni che avevano paragonato per alcuni aspetti i decreti sicurezza alle leggi razziali. Per quanto tempo vanno sospesi quei docenti che improvvidamente hanno chiesto e permesso agli alunni di omaggiare un obbrobrioso soggetto?».

Va però evidenziato che alla testimonianza di Graziano Udovisi, proprio in quanto sopravvissuto dalle foibe (vi fu gettato dai partigiani slavi ancora vivo e riuscì ad arrampicarsi e a mettersi in salvo) hanno attinto e fatto riferimento molti soggetti e media nazionali.

Il suo nome, dunque, su internet spicca nella ricerca di testimoni di quella tragica pagina della storia italiana.

«Il lavoro, sia per la Giornata della memoria che per il Giorno del ricordo, è stato fatto dai ragazzi con l’obiettivo di dar voce ai testimoni che hanno vissuto la terribile esperienza del campo di concentramento e delle foibe – ha chiarito Emanuele Torri, l’insegnante che ha seguito gli studenti in questo percorso - È stata effettuata una ricerca e, considerato che non ci sono molte testimonianze di sopravvissuti alle foibe, è stata individuata questa figura. Una ricerca condotta anche attraverso i libri di testo: questa persona è rappresentata anche su un’antologia in adozione nella scuola. Spiace che sia emersa questa polemica: ovviamente l’idea era soltanto quella di dare voce a chi ha vissuto queste tragedie. Non c’era nessun intento politico».


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