Calolzio: «Niente pasto a chi non paga»
Ultimatum della società, no del Comune

Calolziocorte Braccio di ferro sul caso degli utenti morosi tra la Ladisa e l’amministrazione La minaccia di interrompere la distribuzione non è accettabile ma l’ente non anticipa arretrati

Calolzio: «Niente pasto a chi non paga» Ultimatum della società, no del Comune
ASSO - FOTO MENSA SCUOLA INFANZIA MADRE TERESA DI CALCUTTA
(Foto di Stefano Bartesaghi)

Dopo due mesi, la situazione degli utenti morosi della mensa è identica a metà febbraio. Uno su quattro, insomma, non è in regola.

Per questo motivo, nei giorni scorsi, la Ladisa, che gestisce il servizio nelle scuole primarie della città, ha comunicato all’amministrazione del sindaco Marco Ghezzi di volere interrompere la distribuzione del pranzo ai bambini le cui famiglie non sono in regola con i pagamenti.

Situazione immutata

Cosa alla quale l’amministrazione comunale intende opporsi, a rischio di aprire un contenzioso.«Purtroppo - spiega Mirko Ranieri - in due mesi di tempo non è cambiato nulla. Ad oggi, lo scoperto ammonta ancora a circa 25 mila euro, che sono destinati a salire prima della fine dell’anno scolastico. Per questo, abbiamo appena comunicato al Comune che intendiamo sospendere il servizio per le famiglie morose, consapevoli del fatto che fare qualcosa del genere è tutt’altro che semplice».

Ranieri, che si occupa delle mense della Lombardia per conto della Ladisa, sottolinea che «intervenire in questo modo non è affatto semplice tuttavia dobbiamo agire nell’interesse dell’azienda. Per questo motivo, per evitare di arrivare a qualcosa che preferiremmo non attuare, stiamo cercando di capire se il Comune può darci una mano».

Secondo Ranieri, la soluzione potrebbe essere a portata di mano. Il Comune dovrebbe infatti semplicemente «farsi carico del debito, come è accaduto in altre realtà lombarde», per poi cercare di recuperare la somma dalle famiglie.

«Per quello che ci riguarda - continua - noi mandiamo mail, sms e contattiamo le famiglie ma a volte gli indirizzi sono sbagliati e altre volte nemmeno rispondono. Inoltre, ci sono famiglie che economicamente non possono pagare. Per questo, non volendo fare i cattivi, chiediamo che sia il Comune a farsi carico del debito».

In municipio, tuttavia, rispondono picche. Un po’ perché si tratta di una questione di principio e un po’ perché chi non è nelle condizioni di pagare, non deve fare altro che dimostrarlo, presentando la dichiarazione Isee, per ottenere gli aiuti.

«La nostra amministrazione - ricorda Ghezzi - già si fa carico dei problemi economici di chi non è in grado di onorare la retta della mensa. Purtroppo, tra quelli che sono in debito con la Ladisa, ci sono persone che non hanno problemi economici ma che non pagano semplicemente perché se ne dimenticano o non ne hanno voglia. Se ci sono questioni economiche, non devono fare altro che presentare l’Isee. Altrimenti, devono pagare».

A quanto ammonta

Le cifre da onorare, secondo Ghezzi, sono mediamente basse. «Parliamo di una media di circa 50-60 euro a famiglia, non di più. Non vogliamo intervenire noi perché, altrimenti, passerebbe il concetto che la mensa è gratis. Alle famiglie in debito, quindi, lanciamo un nuovo appello affinché paghino il dovuto e dimostrino di essere responsabili e rispettosi anche di tutti gli altri che pagano».

© RIPRODUZIONE RISERVATA