Calolzio, la pandemia in soccorso al Rota  «Ora è d’obbligo la classe piccola»
L’istituto Rota perde la prima Liceo Scientifico, genitori e insegnanti in rivolta

Calolzio, la pandemia in soccorso al Rota

«Ora è d’obbligo la classe piccola»

Calolziocorte Tornano alla carica 1000 genitori e 40 docenti della scuola

Chiedono l’attivazione della prima in virtù anche delle nuove esigenze

La “battaglia” per ottenere la prima liceo, a settembre, ora si allarga a tutto l’istituto. Sono infatti 40 docenti e circa mille genitori degli studenti di tutti i corsi attivi al “Rota” di Calolzio ad aver sottoscritto la lettera inviata all’Ufficio scolastico regionale, al Prefetto di Lecco Michele Formiglio, al presidente della Provincia Claudio Usuelli e all’assessore regionale Melania De Nichilo Rizzoli. Obiettivo? Ottenere, facendo leva anche sulla situazione legata alla pandemia, un ripensamento a proposito dell’attivazione della classe che nei mesi scorsi è stata negata sulla base di iscrizioni (17 complessivamente) ritenute non sufficienti dall’istituzione scolastica.

Paura per il futuro

«Rinunciare alla classe prima quest’anno significherebbe – temiamo - perdere per sempre l’indirizzo: non vogliamo davvero arrenderci di fronte a questa prospettiva – si legge nel documento -.La Provincia in passato ha investito sulla nostra scuola e in particolare su questo indirizzo di studi, che serviva a “decongestionare” gli istituti lecchesi. Sono stati recentemente stanziati finanziamenti per l’ampliamento strutturale dell’edificio scolastico. A causa della pandemia di coronavirus, la formazione di classi poco numerose pare ora condizione indispensabile al fine di garantire una riapertura delle scuole e una didattica “in presenza” in condizioni di sicurezza per il prossimo a.s. 2020-2021».

Il disagio sarebbe importante per studenti, famiglie e docenti, spiegano, se l’indirizzo venisse meno.

«Ci rivolgiamo a voi dopo aver tentato inutilmente di dialogare con l’Ust di Lecco per cercare soluzioni a questo problema, supportati anche dai sindaci dei Comuni della Valle San Martino e dalla Comunità Montana: ci è parso che non ci fosse la volontà di trovarle. Non siamo stati ricevuti e non siamo stati ascoltati».

Ora però, a causa della situazione, pare che «per evitare la formazione di “classi pollaio” si stia prospettando una classe prima in più di Liceo Scientifico tradizionale, rispetto a quelle già autorizzate dall’Ust di Lecco, da formarsi anche grazie agli alunni che avevano scelto il Rota ma a spese di quest’ultimo, che perderà tale indirizzo».

Subito un incontro

Ecco perché «chiediamo con forza che, se un’ulteriore classe di liceo scientifico sarà concessa in Provincia per il prossimo anno scolastico, sia assegnata alla nostra scuola».

I firmatari chiedono anche un incontro per valutare la possibilità di riconsiderare le scelte fatte.


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