Calolzio, Fischi incrociati   sulle “zone rosse” , 25 aprile di tensione
Lo striscione di protesta contro le zone rosse (Foto by Valsecchi Paolo)

Calolzio, Fischi incrociati

sulle “zone rosse” , 25 aprile di tensione

La cerimonia disturbata da strascichi politici , Striscioni e duro intervento di Anpi, reazione della Lega Parole distensive di Ghezzi: «Dobbiamo comunicare»

Da un lato i fischi di un contestatore delle “zone rosse” durante l’omaggio ai caduti nel cortile del municipio. Dall’altro quelli dei sostenitori della maggioranza di centrodestra durante il discorso di Anpi ritenuto «troppo politico e strumentale».

L’ordinanza al centro

Le celebrazioni del 25 aprile a Calolziocorte sono state più tese del solito: non si sono spente, infatti, le polemiche sollevate dall’approvazione del regolamento comunale che pone limiti e divieti all’apertura di nuovi centri di accoglienza di migranti in aree rsensibili (la stazione, le scuole, gli oratori) del territorio.

«Oggi come ieri No zone rosse, No discriminazione, No intolleranza». «Insieme per una società che resti umana» sono stati gli striscioni portati in corteo dai rappresentanti di associazioni e movimenti di sinistra. Nessuna protesta plateale durante la commemorazione, disturbata soltanto da un contestatore che - nel momento dell’onore ai caduti – ha urlato «Contro le zone rosse, vogliamo le zone a luci rosse!».

Al corteo, partito dalla chiesa Arcipresbiterale, hanno partecipato gli Alpini con il loro maxi tricolore, le associazioni d’Arma e di volontariato, oltre che una folta delegazione di amministratori di maggioranza e opposizione.

Il disagio e i migranti

A suscitare polemiche è stato anche l’intervento del delegato di Anpi, il sindacalista Domenico Alvaro: «Dobbiamo stare attenti alle forme di fascismo e razzismo meno evidenti. Respingiamo in qualsiasi comune ogni tipo di misura che respinge la possibilità di accogliere migranti e le adita come responsabili del disagio sociale correndo il rischio di alimentare atteggiamenti razzisti e comportamenti violenti» ha detto ai microfoni di fronte al monumento ai caduti. Parole accolte dai fischi della maggioranza: «Queste strumentalizzazioni politiche della Liberazione sono inaccettabili» denuncia il consigliere Daniele Butti (Lega).

Distensivo è stato il discorso conclusivo del sindaco Marco Ghezzi, che ha invitato a fare in modo che l’anniversario della Liberazione sia «Una festa di tutti»: « Non dobbiamo cedere alla tentazione di considerare il 25 aprile come uno stanco rituale o peggio un’occasione di contrapposizione. Oggi assistiamo ad un modo di pensare, confrontarsi e comunicare schizofrenico: non si medita più, si passa immediatamente a trarre conclusioni.

Viene così a mancare il dialogo, si alzano barriere e muri – anzitutto culturali – tra le persone. Tutto scivola velocemente nel tempo di un click. L’egoismo dilagante, l’incapacità di ascoltare e la pigrizia nel giudicare non aiutano a creare una comunità equa e giusta, dove i diritti sono inviolabili per tutti e allo stesso tempo nella quale le regole sono regole, anche quando danno fastidio»


© RIPRODUZIONE RISERVATA