Calolzio, Assegnazione delle case Aler  Dipendente comunale indagata
Secondo l’esposto inoltrato in Procura ci sarebbero irregolarità nell’assegnazione delle case comunali

Calolzio, Assegnazione delle case Aler

Dipendente comunale indagata

Chiusa l’inchiesta a carico della donna in seguito a un esposto

Un consigliere comunale avrebbe riscontrato irregolarità nella procedura

Una funzionaria del Comune di Calolziocorte, in forza all’ufficio tecnico, è indagata per abuso d’ufficio.

È stata chiusa nei giorni scorsi, dal sostituto procuratore di Lecco Paolo Del Grosso, l’inchiesta a carico della donna, aperta a seguito di un esposto, a quanto pare inoltrato in Procura da un consigliere comunale. Esposto nel quale si punta il dito su presunte irregolarità nell’assegnazione delle case comunali, assegnazione che sarebbe avvenuta attraverso una graduatoria messa a punto dalla dipendente.

Fatti di tre anni fa

Fatti che risalgono a tre anni fa e che, indirettamente, sono già stati oggetto di un procedimento penale a carico della funzionaria, querelata da un consigliere comunale – probabilmente lo stesso dal quale è poi partito l’esposto – per il reato di oltraggio a pubblico ufficiale: lo scorso anno, chiedendo l’accesso agli atti presumibilmente proprio per la questione della graduatoria per l’assegnazione delle case comunali, tra i due ci sarebbe stato un acceso scambio di vedute, che ha portato alla denuncia.

In quell’occasione, la Procura aveva chiesto l’archiviazione, ma il consigliere comunale di era opposto: si era quindi arrivati in udienza, con la decisione definitiva del giudice preliminare di chiudere il caso, lo scorso mese di settembre.

Ora l’avviso di fine indagini firmato dal pm Del Grosso pochi giorni fa.

«La mia assistita conta di chiarire i fatti con molta serenità - è il commento del difensore della funzionaria, l’avvocato Stefano Pelizzari, che già l’aveva assistita nella precedente vicenda -. Non ho ancora avuto la possibilità di studiare gli atti, ne sono entrato in possesso soltanto nelle scorse ore».

I tempi

Ci sono venti giorni di tempo per depositare in Procura eventuali memorie scritte o di chiedere che l’indagata sia ascoltata dal magistrato: quindi il pubblico ministero dovrà decidere se chiedere il rinvio a giudizio o l’archiviazione. Con le festività incombenti, è logico pensare che tutto slitti a dopo l’Epifania.


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