Cadde in casa, il piccolo in grembo morì  Il giudice decide l’archiviazione del caso
Il giudice delle udienze preliminari ha disposto l’archiviazione del caso

Cadde in casa, il piccolo in grembo morì

Il giudice decide l’archiviazione del caso

Olginate. Nonostante la corsa all’ospedale il piccolo cessò di vivere alcune ore dopo la nascita. «Errori e colpe ma nessuno paga», la famiglia sconvolta intraprenderà una causa civile

Una caduta in casa, all’ottavo mese di gravidanza. La corsa verso l’ospedale di Lecco, le perdite vaginali di sangue, la paura per il piccolo in grembo. Ma in tutto questo la donna incinta vittima della caduta, fu mandata da un otorino per curare una piccola ferita sul volto. Solo dopo tre ore i medici scoprirono che il feto stava soffrendo e nonostante il cesareo il piccolo Giacomo morì alcune ore dopo la nascita.

Ma per questa morte non ci sarà alcun processo penale. Il giudice per le udienze preliminari del Tribunale di Lecco ha disposto l’archiviazione, come richiesto dalla Procura di Lecco.

Giuseppe Schena, di Olginate, e sua moglie Sara Blandino, insegnante, vogliono giustizia e hanno dato mandato al loro avvocato, Fabrizio Consoloni,di intraprendere una causa civile perché vengano riconosciuti i gravissimi errori che, secondo loro e il pool di esperti che hanno chiamato in causa, sono stati commessi quel giorno all’ospedale “Alessandro Manzoni”.

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