Barro a misura di disabili  E torna la corona pensile
Un momento della presentazione del percorso

Barro a misura di disabili

E torna la corona pensile

Galbiate: l’area archeologica sarà accessibile e fruibile: ecco il progetto

Il parco è appena tornato in possesso del manufatto di era longobarda

Il Parco Monte Barro fa altri passi avanti: doterà l’area archeologica dei Piani di Barra di un percorso - con pochi precedenti in Italia – per renderla accessibile a disabili, ma anche ad anziani o, semplicemente, famiglie coi passeggini.

Il Parco, inoltre, aggiungerà a breve tra i propri gioielli l’antica chiesa di San Giorgio ad Annone, assumendo la gestione del piccolo museo, con reperti emersi, lì, durante i restauri. Infine, il Parco presieduto da Federico Bonifacio è appena rientrato in possesso della corona pensile in bronzo ritrovata proprio ai Piani di Barra, da anni conservata nel civico museo “Giovio” di Como in quanto unico esemplare di era longobarda mai trovato finora nello scavo di un edificio abitativo: proviene dal vano centrale dell’ala nord del “Grande edificio” rinvenuto a Piani di Barra, che è appunto l’area individuata dal Parco per il sentiero ad alta accessibilità presentato ieri.

La corona verrà esposta nel vicino museo archeologico dell’Eremo, il “Mab” (già raggiungibile dai portatori di handicap). Ieri è stato simbolicamente consegnato il cantiere per l’esecuzione del progetto, finanziato dalla Regione Lombardia, nato dalla collaborazione tra Parco e “Associazione paraplegici Lombardia”, rappresentata dal consigliere Mario Ponticello, che ha sottolineato: «Il territorio offre tante bellezze; abbiamo ovviamente accolto con particolare favore l’idea di rendere non soltanto accessibile, bensì fruibile questa importante area del Parco: significa non soltanto poterla raggiungere, ma anche viverla».

Per ottenere ciò, verrà cambiato il punto d’accesso al sito archeologico, che verrà spostato nelle vicinanze della baita alpina, dove attualmente già si trova uno spazio per i visitatori attrezzato con tavoli, panche e servizio igienico; con l’utilizzo di una parte del piccolo “baitino”, si creerà in seguito una struttura didattica, con una postazione multimediale.

«Oltre al sentiero di accesso, che sarà percorribile da carrozzine – è stato spiegato ieri dal direttore del “Mab”, Marco Tremari e da Antonio Bossi (responsabile dell’educazione ambientale) - saranno installati tabelloni in Braille ed altri supporti che illustreranno sia l’ambiente naturale attraverso il quale si sviluppa il percorso, sia la storia del periodo, tra il V e il VI secolo dopo Cristo. I visitatori non vedenti avranno a disposizione lungo il sentiero calchi di piccoli animali, delle loro orme, di fiori e foglie. fino ad arrivare al sito, dove saranno disponibili altri elementi tattili inerenti i reperti archeologici».

Come assicurato dall’architetto Matteo Scaltritti, «il sentiero dovrà armonizzarsi col paesaggio, quindi verranno usati diversi materiali per la realizzazione, ovviamente sempre coerente col contesto. Lo sviluppo del percorso sarà di 300 metri, con una pendenza media dell’8%. L’investimento è di 60mila euro sul sentiero vero e proprio, più altri 15mila circa per le attrezzature tattili e, tra gli altri ausili, ci doteremo di una carrozzella per disabili ad un’unica ruota, adatta a percorsi fuoristrada, che potrà essere utilizzata (con accompagnatori) in altri luoghi del Parco».

Alla presentazione del sentiero ha presenziato la ditta “Puricelli Srl”, aggiudicataria dell’appalto. Il sito dei Piani di Barra è stato scavato sotto la direzione scientifica di Lanfredo Castelletti, allora direttore dei “Musei civici di Como”, riportando appunto alla luce un vasto insediamento fortificato, realizzato con notevole perizia: una struttura organizzata, a capo della quale c’era proprio il “Grande edificio”, cioè il palazzo dell’autorità.


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