Aerosol: quanti al lavoro?   Parte il confronto sindacale
A breve il confronto sul numero dei dipendenti per la ripartenza dell’Aerosol

Aerosol: quanti al lavoro?

Parte il confronto sindacale

Al via la trattativa con la nuova proprietà sull’organico

Al momento del fermo l’impresa di Valmadrera aveva 90 dipendenti

Partiranno nelle prossime settimane gli incontri tra l’azienda che ha acquistato il ramo farmaceutico dell’Aerosol di Valmadrera e le parti sociali per definire quanti lavoratori saranno riassorbiti nel processo di reindustrializzazione della storica azienda di via del Maglio.

Il 20 dicembre scorso, il gruppo bergamasco Farmol, leader europeo nella produzione di prodotti a base aerosol e a base liquida per la cosmetica, l’igiene personale, per detergere e per il farmaceutico, ha rilevato, nell’ambito della procedura concorsuale, per 2 milioni di euro, il ramo farmaceutico di Aerosol. Farmol, controllata dal 2016 dal fondo Quadrivio sgr per il 70% e guidata dall’amministratore delegato Francesco Maestri, ha sottoscritto un contratto che prevede di mantenere per almeno 48 mesi il know how all’interno della fabbrica valmadrerese, con l’affitto dell’immobile per 6 anni più altri 6 e garantendo una corsia preferenziale per gli ex lavoratori della fabbrica di Valmadrera.

Oltre alla sede di Comun Nuovo (Bergamo), Farmol è presente anche a Brescia, in Ungheria, in Tunisia e da poco in Slovacchia, per un fatturato complessivo superiore a 80 milioni di euro, di cui oltre il 75% viene realizzato all’estero. L’atto di acquisizione del ramo farmaceutico di Aerosol è stato sottoscritto nel mese di gennaio, così come il nuovo contratto per le uniche sei lavoratrici che avevano deciso di non presentare le dimissioni per giusta causa, rimanendo in seno alla vecchia società. Nelle prossime settimane, dunque, nell’ambito del tavolo istituzionale della Provincia di Lecco, proprietà e sindacati si confronteranno sul numero di lavoratori che saranno rioccupati, sugli aspetti contrattuali e sulle modalità di reindustrializzazione.

Dei 90 lavoratori che fino a un anno fa, quando è stata bloccata la produzione, erano nell’organico di Aerosol soltanto la metà ha trovato occupazione alternativa e solo una quindicina a tempo indeterminato. Nella “scatola” societaria della vecchia azienda, sono rimasti i debiti verso fornitori, banche e dipendenti, con i lavoratori che vantano ciascuno una decina di stipendi arretrati. Si attende dunque anche l’esito della domanda di concordato presentata dall’amministratore unico Giovanni Bartoli. Procedura che, nei prossimi anni, sarà alimentata dal canone di affitto di 200mila euro più Iva annui garantiti fino al 2024. La crisi finanziaria dell’Aerosol era iniziata nell’autunno del 2016, dopo la cessione del pacchetto azionario alla società Seconda Investimenti, a sua volta controllata dalla Karma Invest con sede in Lussemburgo e azionariato ignoto.


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