Aerosol non riparte  «Promesse a vuoto»
La protesta dei lavoratori Aerosol a settembre davanti all’Amministrazione provinciale

Aerosol non riparte

«Promesse a vuoto»

I lavori prescritti non sono stati fatti e la produzione non può riprendere come annunciato. I sindacati: «Nessuna traccia dell’aumento di capitale»

«La situazione in Aerosol Service Italiana continua a peggiorare: la produzione non può riprendere a causa della mancata sistemazione della fabbrica, non sono infatti stati ultimati tutti i lavori necessari sulla base delle prescrizioni ricevute dai verbali di Arpa e dai Vigili del Fuoco»: lo rendono noto le sigle sindacali di Filctem-Cgil, Femca-Cisl e Uiltec Lecco, denunciando come la crisi di liquidità continui e non ci siano le condizioni per riprendere le lavorazioni.

Una situazione, quella della storica fabbrica di Valmadrera attiva come terzista nel settore della farmaceutica, che oggi appare essere vicina al punto di non ritorno, mentre soltanto quattordici giorni fa sembrava poter essere a una svolta positiva. Lo scorso 14 febbraio infatti, all’uscita dalla riunione dell’unità di crisi tenutasi nella sede della Provincia di Lecco, Giovanni Bartoli, membro del cda di Aerosol e amministratore unico di Seconda Investimenti, società che oggi controlla il 100% del pacchetto azionario dell’azienda di Valmadrera, davanti a un presidio di lavoratori, aveva illustrato un cronoprogramma che sembrava presagire a una ripresa delle attività.

Secondo quanto spiegato da Bartoli ai sindacati, i dipendenti sarebbero dovuti rientrare in fabbrica il 26 febbraio, mentre un’importante multinazionale del settore sarebbe stata pronta a inserire liquidità e a entrare in società. Era stato inoltre illustrato un piano di rientro che prevedeva di pagare ai 66 dipendenti rimasti in organico tre mensilità nel giro di poche settimane.

Degli impegni presi da Bartoli l’unico che al momento si è davvero concretizzato è stato il pagamento della quattordicesima: «L’aggravarsi della vicenda – spiegano ancora i sindacalisti Massimo Ferni (Cisl), Nicola Cesana (Cgil) e Celeste Sacchi (Uil) – è legata alla mancanza di liquidità, la stessa che ha portato i dipendenti a essere in arretrato, con oggi, di cinque mesi di spendio. In questo senso, l’impegno più importante assunto da Giovanni Bartoli al tavolo di crisi istuzionale presso la Provincia di Lecco a oggi non risulta essere stato rispettato: non c’è infatti traccia dell’aumento di capitale promesso».

Bartoli aveva infatti assicurato che nel giro di pochi giorni una ricapitalizzazione sarebbe stata sottoscritta o dal partner industriale con cui la proprietà è in trattative o dalla proprietà stessa. La scorsa settimana era inoltre stato fatto sapere che un aumento di capitale da 500mila euro era stato deliberato durante l’ultimo cda di Aerosol: «Bartoli – spiegano ancora i sindacati – si era impegnato a sottoscrivere un aumento di capitale necessario per consentire la ripresa della produzione ma quei soldi, 500 mila euro, al momento non sono ancora arrivati».

Quel che è certo è che la produzione all’interno di Aerosol, bloccata ormai dal 15 dicembre, non ripartirà a breve, non prima che siano completati i lavori per la messa in sicurezza prescritti da Arpa e da Vigili del Fuoco. Interventi che senza risorse a disposizione sono sostanzialmente bloccati.

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