Giovedì 23 Maggio 2013

Il matrimonio è un'altra cosa, restano i diritti

Lo storico Dominique Venner si è ucciso in Notre Dame a Parigi. Era contrario alla legge "marriage pour tous" promulgata sabato 18 dal Presidente della Repubblica e che garantisce agli omosessuali il diritto di sposarsi. La mia opinione è che tutte le persone debbono usufruire delle libertà costituzionali; le società umane sono costituite sulla base della continuità della specie che si concretizza con l'unione sessuale di femmine e maschi e con l'organizzazione della famiglia; tale unione è formalizzata con l'istituzione del matrimonio. Esso va esclusivamente riservato alla donna e all'uomo che si uniscono in patto reciproco per formare la famiglia e generare figli. Ogni altra forma di unione tra persone non deve essere definita "matrimonio". Le persone omosessuali devono aver piena libertà di unione legalizzata con il riconoscimento dei diritti civili pari a quelli riservati alla famiglia matrimoniale.

Ulderico Monti
Numerosi Paesi d'Europa riconoscono le nozze gay. Francia e Inghilterra si sono recentemente accodati a Spagna, Portogallo, Svezia, Belgio, Danimarca, Olanda. Lì si è del parere che il principio d'eguaglianza e di libertà possa spingersi fino ad accettare la costituzione d'una famiglia non naturale. Noi, relativamente pervasi dallo spirito illuministico, privilegiamo un'idea di vita che non confonde la famiglia con le unioni di fatto. La prima è irreplicabile da un'intesa che non sia tra uomini e donne. Però le seconde esigerebbero di non esser fatte segno d'alcuna discriminazione da parte dello Stato. 
Il matrimonio, uno e unico, non impone di divorziare dall'equiparazione dei diritti dei cittadini. Non ci vuole molto per capire questo poco: lo capiremo?

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