Un Lecco operaio   ma con lampi di classe
Il gol di Tordini al 9’ del primo tempo che ha dato la vittoria al Lecco

Un Lecco operaio

ma con lampi di classe

Mister Zironelli chiede umiltà e tanto impegno. «Siamo all’inizio e ci sono molti aspetti da migliorare. Importante che i giocatori si divertano a far girar palla».

Sempre umile, quasi compassato, Mauro Zironelli negli spogliatoi del Città di Gorgonzola pare un frate cappuccino che pronuncia il suo quotidiano “Ora et labora”.

Nessuna concessione ai facili entusiasmi. La litania è sempre quella: «Dobbiamo lavorare tanto, non abbiamo fatto nulla». E così i nodi del rosario bluceleste vengono sgranati uno a uno: “lavorare”, “essere umili”, “stare zitti”. Insomma, l’umiltà e il realismo che ci vogliono in questa fase del torneo. E che, per ora, stanno portando bene.

A Gorgonzola la Giana è stata dominata. «Abbiamo sofferto l’ultimo quarto d’ora – precisa Zironelli - ma ci eravamo posizionati bene nel palleggio e nella difesa. Avremmo potuto fare il 2 a 0 e abbiamo messo lì due-tre palloni importanti. Però se non fai il 2 a 0 è normale concedere qualcosa. Loro sono una squadra fisica e ci hanno messo in difficoltà, sui palloni alti. Ma sul piano del gioco ho visto un grande miglioramento e una squadra che si è mossa molto meglio rispetto alla gara contro il Legnago».

Vero. Un Lecco migliore del 4 a 1 contro i veneti. E Tordini è una stella che sembra spuntare all’orizzonte. «L’ho tolto nel finale perché era molto stanco. È un giocatore molto bravo, fa le cose semplici e fa sembrare semplici anche quelle difficili. Deve stare sereno. Per fortuna è un ragazzo umile che si fa voler bene dai vecchi e dagli altri ragazzi. Sono molto fiducioso per lui come per tutti gli altri che stanno trovando la condizione. Sto cercando di portare tutti alla stessa misura. Non è facile, ma questo dà autostima al gruppo e quando si vince è diverso allenarsi durante la settimana. Un grosso merito va ai ragazzi che non giocano e tengono alto il ritmo degli allenamenti».

A proposito. Contro la Giana si è visto un gran gioco: il palleggio non stucchevole ma che “tira fuori” l’avversario per poi colpirlo in profondità. «I giocatori si divertono a girare palla. Hanno fatto delle combinazioni buone e d’altronde non ci si può dare autostima se non si fanno delle giocate del genere. È quello che provano a fare e riescono a fare. Siamo agli albori, non abbiamo fatto niente. Dobbiamo stare sul pezzo perché ora abbiamo delle partite molto toste e viviamo alla giornata. Pensiamo già alla gara di domenica prossima».

Il tecnico vicentino, però, ammette che di difetti sabato il Lecco ne ha mostrati pochi: «Abbiamo migliorato sulle palle inattive: qualcuna l’hanno presa loro, ma qualcuna anche noi. Il che è meglio che contro il Legnago quando non ne avevamo presa manco una. Abbiamo fatto bene con i subentri perché era un momento difficile. Loro la prendevano alta e noi siamo stati bravi a pulire l’area. E Pissardo ha fatto due-tre interventi in uscita che ci hanno reso più facile la vita».

Ma la soddisfazione più grande è il gioco: «Finalmente ho visto che hanno tolto il freno a mano sulla manovra. Prima eravamo sempre prevedibili, ora la facciamo girare di più e meglio. Abbiamo proposto delle belle trame di gioco».


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