Tutta la delusione di Ripamonti  «Niente Mondiali, io ci credevo»
Il lecchese Nicola Ripamonti, 31 anni, campione lecchese di canoa

Tutta la delusione di Ripamonti

«Niente Mondiali, io ci credevo»

Il lecchese è reduce da un oro e da un bronzo ai campionati italiani all’Idroscalo. «La federazione ha scelto i convocati e il mio nome non c’è. Ora metto nel mirino Parigi 2024».

Nicola Ripamonti svetta. In barba a chi lo pensava troppo vecchio (a 31 anni) per vincere ancora; in ossequio a una tradizione canoistica - quella lecchese - che non ha bisogno di presentazioni. Assoluti italiani all’Idroscalo? Lui c’è - con la sua canotta delle Fiamme Gialle - e sale sul podio. Non una, ma due volte. Un oro nel K2 1000 e un bronzo nel K1 1000.

In sintesi: una conferma al top della disciplina, almeno in Italia. Ma non mancano le amarezze, pur nella vittoria. «Sì, spiace innanzitutto non essere andato alle Olimpiadi - afferma -. Ma spiace ancor di più non andare ai prossimi Mondiali. Il tutto per una scelta della federazione che ha deciso di mandare solo quattro atleti, di cui tre delle Fiamme Gialle. Da quello che si prevedeva il numero avrebbe dovuto essere più ampio e io ci sarei rientrato. Purtroppo questo numero così limitato, mi ha escluso. Peccato, la mia stagione finisce qui, anche se ho raggiunto ottimi risultati a questi Assoluti di Milano».

«In un anno normale sarei stato sicuramente convocato per i Mondiali (dal 15 al 19 settembre a Copenaghen in Danimarca, ndr). Ma quello di Milano è un risultato che mi permette di aumentare ulteriormente la fiducia delle Fiamme Gialle nei miei confronti, di continuare da professionista e, soprattutto, di mettere nel mirino Parigi 2024. Sì, mancano tre anni soli alle prossime Olimpiadi e il mio obiettivo è quello di arrivare al meglio per qualificarmi e andarci...».

Due gare da incorniciare quelle dell’Idroscalo nello scorso weekend. Due sfide che pesano (positivamente) come una promessa di nuova vita agonistica. Lui le racconta così: «Nel K2 ero in barca con Andrea Schera, che è con le Fiamme Gialle soltanto da un anno e che si sta dimostrando un atleta di altissimo livello. In finale siamo andati avanti subito e abbiamo condotto la gara dal primo all’ultimo metro. Si è trattato di un successo pieno raggiunto grazie a un buon affiatamento fra Schera e me, che sono considerato nell’ambiente forte soprattutto in coppia. Proprio per questo il terzo posto nel singolo (K1, ndr) è giunto a sorpresa. Siamo arrivati in quattro vicinissimi e alla fine ho sfiorato l’argento. Una medaglia che mi ripaga di un anno strano, difficile, ma che dimostra che sono ancora fra i migliori in Italia».

E adesso, con la stagione che volge al termine, non resta che riposarsi: «Sì, anche se l’idea resta quella di Parigi...».


© RIPRODUZIONE RISERVATA