Sconfitta indigesta,   Lecco contro tutti
Masini esulta dopo il gol del 2-1

Sconfitta indigesta,

Lecco contro tutti

Infuriato il ds Fracchiolla dopo il match con il Renate: «Meritiamo rispetto, un’altra partita se non avessero annullato il gol di Petrovic. Gli sbagli arbitrali ora pesano».

«Meritiamo rispetto». Domenico Fracchiolla all’indomani della sconfitta contro il Renate è un toro infuriato. Non gli sono andati giù i tanti errori arbitrali.

Il fuorigioco inesistente di Iocolano lanciato in rete nel primo tempo, ma soprattutto il gol annullato a Petrovic. E neanche la “compensazione” dell’azione successiva, palesemente in fuorigioco, che Petrovic ha fallito. Senza parlare di un atteggiamento della classe arbitrale e della Lega non rispettoso del blasone e del capoluogo. Ci sarà il posticipo Rai Renate-Pro Vercelli con diretta nazionale, mentre non c’è stato per Lecco-Renate. E al di là della libertà della Rai e della Lega di scegliere le squadre che vuole, c’è da capire quali siano i criteri di tante scelte.

Lecco sembra poco considerata. Eppure è stata una delle poche piazze al Nord, forse l’unica, capace in queste prime dieci giornate, di portare più di 1200 spettatori, dei quali 250 bambini delle giovanili, allo stadio un giovedì sera, con la pioggia incombente, alle 21. Ovvero: il Lecco piace a grandi e piccini, gioca bene, è un “manifesto” per i messaggi di Lega Pro. Eppure non viene considerato. Anche l’iniziativa imprenditoriale dei led luminosi, tutti nel rispetto dei dettami stilistici ed etici della Lega Pro sembra scivolare via come gocce di pioggia su un impermeabile. Il Lecco c’è, ma a Firenze e Roma, non se ne sono accorti.

Prima la decisione sui minutaggi, che ha portato via circa 20mila euro a una squadra come quella bluceleste che gioca sempre con 3-4 giovani, pur puntando in alto. Poi i continui errori arbitrali che non sono certo voluti, ma se mandi un quasi debuttante in C, a dirigere Lecco-Renate poi non ti puoi lamentare se sbaglia. Insomma, Domenico Fracchiolla è furioso: «Non ci siamo mai lamentati degli episodi, ma se non ci avessero negato quel gol con Petrovic, che era arrivato molto presto nella ripresa, sarebbe stata un’altra partita. L’anno scorso è successo di tutto quando non convalidavano gol agli avversari. Ma alla fine non lamentarsi, non parlare mai degli arbitri, non vorrei che ci facesse passare per degli scemi. L’ostruzionismo del Renate non è mai stato punito, gli è stato permesso di fare tutto. E poi gli errori sul gol annullato, sui fuorigioco».

Le sciocchezze arbitrali sono diventate una costante, per il direttore sportivo bluceleste. «Ci faremo sentire nelle sedi opportune, ma in altri momenti avremmo protestato di più. Da altre parti succedono altre cose, in questi casi. Siamo belli ed educati. È bellissimo vedere 250 bambini del settore giovanile in curva Sud, ma non vorrei che questa serietà, questa correttezza, venisse scambiata per debolezza. Noi aiutiamo gli arbitri e va bene, stiamo diventando un esempio in tal senso. Ma non vorrei che troppa educazione fosse punita, invece che assecondata. Non abbiamo contestato in panchina e in campo. Dobbiamo migliorare o peggiorare? Non so. Gli errori arbitrali però cominciano a pesare. Troppo».

E Angelo Maiolo, direttore generale, non usa troppi giri di parole: «L’arbitro è stato scandaloso. Il primo gol di Petrovic è regolarissimo. E l’arbitro prima ha annullato per fuorigioco inesistente e poi l’azione successiva, l’ha lasciato libero di tirare quand’era in fuorigioco di dieci metri. C’è qualcosa che non funziona. Non ho nulla contro il Renate. Ma non si possono mandare in serie C arbitri così. Altre squadre sono state penalizzate da arbitraggi del genere. In panchina non si può parlare. Abbiamo esultato sul gol di Petrovic poi annullato e ci stavano espellendo mezza panchina. Non è più possibile andare avanti così. Avremmo potuto perdere anche con il gol di Petrovic, ma vogliamo essere rispettati. Non so cosa succederà. Ma da cinque anni che sono qui, mi pare che partano prevenuti contro il Lecco. Ci buttano fuori se parliamo, mentre gli altri gli fanno fare qualsiasi cosa».


© RIPRODUZIONE RISERVATA