La Picco e quel tuffo       di 35 anni nella storia
Da sinistra in piedi, Luisella Milani, Laura Meroni (moglie del presidente Dario Righetti), Roberta Nicetto, Kyon Ja Byun e Nicoletta Frigerio; accosciate, da sinistra, Flavia Valsecchi e Lella Berera

La Picco e quel tuffo
di 35 anni nella storia

Nel marzo del 1987 la prima e sinora unica promozione in serie A2 della squadra lecchese. Sabato in Sardegna potrebbe realizzarsi il nuovo balzo delle biancorosse nel secondo campionato nazionale.

Sono trascorsi 35 anni e un paio di mesi scarsi dall’ultima (e pure la prima, peraltro...) promozione in serie A2 della Picco femminile. Era infatti il 21 marzo 1987 - l’associazione Alberto Picco era stata fondata 16 anni prima, vale a dire nel 1971 - quando al Bione la squadra sponsorizzata Longoni Sport liquidava l’Albisola conquistando la matematica certezza di poggiare i piedi al piano di sopra.

“Luisella Milani in battuta, l’Albisola riceve, costruisce e schiaccia, Difende Lella Berera, che alza in zona 2 per Daniela Curioni: il suo pallonetto viene rigiocato dalle avversarie: difende ora Milani, Berera alza ancora per Curioni: pallonetto murato. Berera recupera per Flavia Valsecchi che alza in seconda linea ancora per Milani. Schiacciata precisa, l’Albisola difende male e manda in rete”. Così, le cronache del tempo, descrivevano il match ball che sarebbe valso la promozione.

Quel salto di categoria, in verità, le biancorosse allenate da Francesco Sbalchiero l’avevano ipotecato a fine gennaio vincendo lo scontro diretto con il Pinerolo e allungando in classifica a +4 sulla stessa formazione piemontese, anche perché il resto della compagnia (Crema, Romagnano e Cislago in primis) era decisamente molto più attardato.

Era quella una Picco praticamente tutta lecchese: delle dodici giocatrici del roster, otto erano proprio della città, tre risiedevano in zona (una di Mandello, una di Calolzio e una di Barzanò) e una soltanto proveniva dall’“estero”, segnatamente da Como...

Le protagoniste? La capitana Flavia Valsecchi, 26 anni, “terribile” nella battuta in salto; Lella Berera, 29 anni, palleggiatrice dall’indubbia esperienza che era passata anche da Cassano d’Adda e Lodi, ma che aveva eletto domicilio alla Picco; Daniela Curioni, fresca di laurea in Lingue; Luisella Milani, indubbio talento di 19 anni; Laura Aldeghi, 22 anni, studentessa all’Isef di Milano; Roberta Nicetto, 20 anni, già campionessa italiana juniores di salto in alto con l’Atletica Lecco; Claudio Esposito, 22 anni; Barbara Giribone, 22 anni; Nicoletta Frigerio, seconda alzatrice, liceale diciassettenne. E poi ancora Bruna Mandelli e Ornella Scotti oltre alla sedicenne Mara Bari.

Alcune giocavano alla Picco da anni proiettate in prima squadra dai centri di avviamento alla pallavolo gestiti dall’associazione stessa, altre avevano cominciato a giocare nei tornei Csi, altre ancora provenivano da formazioni della zona.

Assistente di coach Sbalchiero, una bandiera di quegli anni quale Nadia Riva. Presidente Luciano Lavecchia, un’icona del club, scomparso un paio d’anni fa.

Conquistata l’A2, il gruppo restò più o meno lo stesso con le sole aggiunte della coreana Kyon Ja Byun e della bellagina Laura Bruschini (figlia del noto portiere del Lecco degli anni d’oro).

E lo sponsor era un nome di grido a quei tempi, ovvero Supermercati Brianzoli. La Picco avrebbe poi giocato tre stagioni nel secondo campionato nazionale prima di retrocedere al termine della stagione 1989-90. A breve, potrebbe tornarci.


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