Pallavolo, dubbi sul rientro in campo        Il 29 gennaio sembra troppo vicino
Massimo Sala è presidente Fipav per Milano, Lecco, Monza e Brianza

Pallavolo, dubbi sul rientro in campo

Il 29 gennaio sembra troppo vicino

Massimo Sala, presidente del Comitato territoriale, teme un ulteriore slittamento. Decisione la prossima settimana, ma le regole per promozioni e retrocessioni non cambiano.

Campionati di pallavolo sospesi fino al 23 gennaio, ma lo stop potrebbe continuare. Non ci sono certezze al momento per il ritorno in campo delle squadre di volley del territorio.

Si dovrebbe riprendere con i tornei nel weekend del 29 e 30 gennaio, sempre che si allenti la morsa del Covid. Nel giro di una settimana infatti la Fipav ha scelto prima di rinviare per tre turni le gare di serie C e serie D, poi nei giorni scorsi la decisione di allargare la sospensione anche alla serie B1 e alla serie B2.

Una scelta accolta di buon grado dalle società di volley lecchesi, che in gran parte avevano richiesto la sospensione già prima di Natale. L’aumento dei contagi e le misure precauzionali per timore del Covid, solo nella scorsa settimana, hanno infatti portato al rinvio di 161 partite, di cui 149 nella sola ultima giornata di B1 e B2.

Ora è stata fissata per il prossimo mercoledì 19 gennaio un’ulteriore riunione degli organi decisionali della Federazione per valutare la situazione e stabilire la nuova programmazione dell’attività.

Sempre che si torni a giocare, come conferma Massimo Sala, presidente del Comitato territoriale di Milano, Monza Brianza e Lecco della Fipav.

«Valuteremo nuovamente il da farsi il 19 gennaio, ma ho la sensazione che la scadenza della sospensione al 23 non sia così fattibile. Se fosse per me, non mi sarei mai fermato e da domani i campionati potrebbero anche riprendere, ma la pandemia ci offre un quadro complicato - continua -. Chiaro è che se guardiamo l’ondata dei contagi, non ne veniamo fuori più».

Non c’è solo il tema delle positività accertate: «Abbiamo dovuto affrontare il problema della gestione psicologica con le persone intimorite dai numeri. La scelta di sospendere per 15 giorni va bene, anche perché con il continuo bombardamento di informazioni sui contagi, ci siamo trovati con l’80% delle gare rinviate, spostamenti che sono stati fatti anche a livello precauzionale».

Alcune società hanno già parlato di campionati falsati e sperano in una revisione delle regole per retrocessioni e promozioni, punto quest’ultimo che ha già visto la Fipav dire di no. «I regolamenti vanno rispettati - rilancia -. Se la sospensione resta di due giornate, c’è il tempo per recuperare le gare facilmente anche con turni infrasettimanali. Se la sospensione va avanti, invece, forse bisognerà pensare a una riformulazione. Al netto dei problemi con gli impianti, sono un sostenitore dell’attività sul campo. Sarà necessario riuscire a gestire il tutto al meglio. Parlare di campionati falsati non ha senso, benché io sia consapevole che la situazione non sia in linea con le stagioni pre-Covid. Detto ciò, capisco anche le società che hanno fatto investimenti e vedono incertezze in questo momento, ma piuttosto che stare fermi, è sempre meglio giocare».

Covid a parte, come valuta l’attività a oggi sul territorio lecchese? «Nel nostro Comitato dall’Under 14 in su non abbiamo avuto grossi scostamenti di numeri e di iscrizioni - conclude -. A livello di Under 12 e 13, invece, proprio perché si tratta di fasce a cavallo della campagna vaccinale, qualche problema c’è stato. Non abbiamo i numeri che c’erano prima della pandemia, ma possiamo ritenerci soddisfatti. Il territorio ha risposto alla grande e posso assicurare che c’è tanta voglia di fare attività, come si è visto anche dagli scambi di diritti tra società la scorsa estate».


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