Noseda, approdo drammatico

Pa2sh tra gli scogli ma è salvo

La traversata si è conclusa con un arrivo difficilissimo in Martinica - La compagna Silvia: «Due ore di paura e poi la sua telefonata: sono vivo»

Noseda, approdo drammatico Pa2sh tra gli scogli ma è salvo
Per Noseda un naufragio finale tra gli scogli ma è sano e salvo

“Degna” conclusione, piena di pathos, pericoli e ansie di un viaggio oltre le Colonne d’Ercole che mai nessuno aveva tentato. Alla fine Dario Noseda ce l’ha fatta: il velista di Laveno, tesserato per la Canottieri Lecco è approdato a la Martinica, in pieno Mar dei Caraibi. E lo ha fatto in linea con al drammaticità della sua storica attraversata, a bordo di una classe star (soli 6,90 metri di lunghezza) la “Pa2sh” (pronuncia: Patush). Con un vero e proprio naufragio al buio più completo. Nella notte fra lunedì e martedì, infatti, poco dopo le 01.00, la star di Noseda trascinata dalle acque è andata a schiantarsi sulle coste più impervie dell’isola caraibica, sulla costa nord-est, all’altezza di una delle tante anse che si disegnano al confine con l’Oceano Atlantico.

Una circostanza che solo per la straordinaria abilità del velista e la sua forza d’animo, non si è trasformata in una vera e propria tragedia. Pare che la Pa2sh che ha accompagnato Noseda fin dalla lontanissima Tenerife (Isole Canarie) sia andata semidistrutta nello schianto. Questo è almeno quello che emerge dalle parole della sua compagna, Silvia Ronchi che per quasi 40 giorni ne ha seguito l’impresa dal lecchese e che, poi volata alla Martinica per attenderlo. Questo il drammatico messaggio postato dalla Ronchi sulla pagina Facebook che ha seguito l’impresa: “...Ecco perché il nostro ritardo nel darvi notizie. Mentre stavamo per uscire con la barca per andare incontro a Dario, ricevo una sua telefonata. La barca ha scarrocciato molto per la corrente e il vento,

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