«Mi alleno sul terrazzo,   la testa è altrove»
Capogna contro la Pergolettese. La maschera per la lesione al volto, ora quella sanitaria

«Mi alleno sul terrazzo,

la testa è altrove»

Calcio serie C. Riccardo Capogna, bomber del Lecco, romano d’origine, recluso in casa con moglie e figli a Malgrate. «Cerchiamo d’inventarci qualcosa coi piccoli, provo ad applicarmi in cucina ma il pensiero va a chi sta soffrendo»

«Cambierà il mondo dopo questa crisi». Riccardo Capogna, bomber del Lecco, romano d’origine ma lecchese d’adozione, sta vivendo con grande angoscia questa situazione anomala che coinvolge davvero tutti.

«Si cerca di inventarsi le cose, di riscoprire passatempi che avevi dimenticato, faccende che non fai da anni. Cerco di fare più cose possibili in casa. Mi alzo intorno alle 8 e poi, fortunatamente, la giornata con i bambini ti passa in fretta». Con Maria Sole, la primogenita di 8 anni, e Alessandro, quasi due anni, e la moglie Elisabetta, lecchese “doc”, Capogna cerca di ricostruire una serenità che il virus sembra poter intaccare in qualsiasi famiglia.

«Sinceramente non sto pensando nemmeno al calcio. Sto sperando che possa passare questo momento per tutte le persone che stanno morendo».

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