Malgrati ha un obiettivo  Il terzo posto del Lecco
Andrea Malgrati, 37 anni, all’andata segnò il gol decisivo

Malgrati ha un obiettivo

Il terzo posto del Lecco

All’andata contro il Grosseto il capitano bluceleste segnò il gol partita nei minuti finali - «Dobbiamo dimenticare in fretta la sconfitta di Novara e rimetterci in marcia per un traguardo importante»

All’andata i blucelesti erano passati in vantaggio su rigore (netto) trasformato da Capogna e, poi, su errore dello stesso Capogna in uscita, il Grosseto aveva pareggiato.

Poi il brivido per un gol giustamente annullato al Grosseto e, alla fine, il tripudio bluceleste con la testata su corner di Malgrati. Insomma, un “film” che molti blucelesti hanno ancora nella testa. E che vogliono però rinverdire con un altro successo, senza più tanta sofferenza.

Per Andrea Malgrati capitano bluceleste e difensore centrale match winner di quella partita, il ricordo è ancora fresco: «Quel mio unico gol segnato finora valse tre punti. E lo segnai all’ultimo respiro per cui valse sei punti, non tre. Non avevamo fatto una buona prestazione, quella domenica: loro avevano giocato meglio di noi, ma eravamo rimasti sempre in partita. Ricordo che abbiamo sofferto tanto e all’ultimo è arrivato il gol che ha portato quei tre punti insperati, inaspettati, che ci hanno fatto portare a casa tanta gioia. Poi a me non è capitato quasi mai di fare gol vincenti, per cui è stato bellissimo. Soprattutto portare a casa punti quando non giochi bene, quando la prospettiva massima era di pareggiare, era stata proprio una bella sensazione».

Ora è cambiato tutto. Il Lecco è una squadra completa, “tosta”, convinta dei propri mezzi.

Dimenticare Novara, però, è la prima missione: «Adesso arriviamo da tanti risultati utili e la battuta d’arresto di domenica non avrebbe dovuto succedere, soprattutto in quel modo così pesante e ingiusto. Ma dobbiamo ripartire da lì continuando a fare bene e a fare risultato. Il morale è sempre alto e per quel che mi riguarda siamo negli obiettivi che mi sono personalmente prefisso. Il ruolino di marcia è quello. Il mio primo posto è il terzo posto finale. Tutto quello che verrà in più, meglio. Il mio obiettivo personale però, è quello».

Troppi complimenti in difesa? A Novara un mezzo disastro tra il primo, il secondo e il terzo gol. C’è da preoccuparsi? Per Malgrati no: «Abbiamo preso subito gol su palla inattiva con un rimpallo, poi abbiamo subìto il secondo gol che ci ha tagliato le gambe nei minuti di recupero del primo tempo. Abbiamo provato a reagire, ma quando sei sotto di due gol ti allarghi ed è facile prendere altri gol. Cercavamo di non esasperare questa cosa, alla ricerca del pareggio, ma abbiamo preso un altro gol su ribattuta. Non deve capitare ma è andata così. Non sono però preoccupato. È capitato e basta».

Stanchi mentalmente? I giocatori blucelesti hanno affrontato partite dispendiosissime sotto il profilo della concentrazione come il derby, la trasferta di Carrara, la partita contro il Renate.

«Mentalmente no – ribatte l’esperto difensore bluceleste - I miei compagni li vedo tutti sul pezzo. Ci possono essere stanchezze psicofisiche ma i risultati dei Gps non mentono: corriamo tanto e corriamo tutti. Passa un po’ di stanchezza ed è sicuramente una cosa di passaggio. Almeno speriamo. È una partita comunque difficile quella contro il Grosseto: loro stanno bene e sono una buona squadra. Mancherà Polidori, ma sono bravi comunque. E il campionato di per sé è molto particolare. Anche il Novara l’ha dimostrato: è in basso ma ha una grande squadra. E oramai tutti danno il 110 per cento contro di noi perché siamo assolutamente attesi. Dobbiamo essere bravi a capire anche questo: ci aspettano tutti al varco».


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