Lecco. Marco Pissardo   si è cucito addosso il bluceleste
Lecco-Pistoiese, un brivido per Marco Pissardo, 23 anni: la palla esce di pochissimo

Lecco. Marco Pissardo

si è cucito addosso il bluceleste

Il portiere, classe ’98, felice della conferma: «Siamo già un bel gruppo e Fracchiolla farà gli innesti giusti» - «Iocolano? Il mercato è lungo, ma sono ottimista sul fatto che possa restare. Il nostro sarà un girone equilibrato»

Marco Pissardo è contento, anzi felice. È rimasto nella società che lo ha rilanciato appieno e che lui oramai ha “sposato”.

Per un portiere classe 1998 è una buona occasione: «Sono molto contento – ammette – Sia per me che per la squadra. Siamo già un buon gruppo, c’è uno “zoccolo duro”. E Fracchiolla sta costruendo il contorno con i giovani: mi piace il progetto, il modo di pensare. E ho conosciuto anche il mister: mi ha fatto un’ottima impressione. Innanzitutto è una bravissima persona, il che non guasta. Per il resto ci sarà tempo per conoscerci. Non vedo l’ora di ricominciare il 19 luglio».

Pissardo è un ex “under”. Da questa stagione è un “over”. E non apprezza essere definito “vecchio”: «Dire vecchio a un 1998 fa strano, no? Ma per me con la regola dei giovani in C si è persa un po’ la bussola. Giusto utilizzare i giovani, ma tante società ne abusano. Il Lecco no. L’anno scorso quelli che hanno giocato lo hanno fatto perché hanno meritato non solo perché erano “under”. E quando non erano a posto non giocavano. Un giovane ha bisogno di fare alternanza. Ma 37 società su 38 mettono i giovani perché pagano. Si dovrebbero mettere dei paletti, secondo me. Io sono stato fortunato perché il presidente e il direttore mi hanno voluto. Ma quanti portieri 1998 ci sono che si giocano il posto? Zero, anzi uno».

Gli altri partono per fare la chioccia al giovane messo in porta per fare minutaggio: «Giocano i 2002, tutti giovani in prestito con le valorizzazioni della serie A. Certo capisco i presidenti, ma la Lega dovrebbe salvaguardare i 23-24enni che hanno magari 90 partite alle spalle e poi di botto non giocano più perché non sono così esperti, ma non sono più considerati giovani. Certo, se sei veramente bravo, ce la fai. Ma ora su 100 della mia classe 1998 saranno rimasti solo i 20 più bravi in serie C. Gli altri faranno aiuto magazziniere per tutto il campionato. E la cosa si ripeterà con il 1999, il prossimo anno. Li fanno giocare solo perché under. Intendiamoci: le società fanno i loro interessi. Se guadagnano soldi, è logico che facciano le valorizzazioni, con i chiari di luna che ci sono nel calcio».

Parliamo di campionato. Il girone A si è rinforzato molto: «Sulla carta – commenta Pissardo - è più difficile, ma la palla è rotonda e non lo vinci con i soldi. Magari sarà più facile e faremo peggio o più difficile e faremo meglio. Non è andato su il Padova che ha speso i milioni. Padova ed Entella ce le ritroveremo. E poi anche l’anno scorso dicevano che il nostro è il girone più facile di tutti, ma sono andate su due del girone A, Como e Alessandria per cui di facile non c’è nulla. Nell’A ci sono molte squadre livellate. Tanto stacco dalle prime alle ultime, invece, negli altri. Per me il girone A è sempre il più equilibrato».

Una bella difesa, quella bluceleste: «Ivan Merli Sala sappiamo chi è – spiega il portierone bluceleste -. Che ne giochi una o ne giochi trenta, fa sempre il suo e si butta nel fuoco per te. Cauz e Celjak sono grandi giocatori. Battistini mi dicono che è forte. Poi c’è Lino Marzorati in via di conferma. Iocolano davanti? Il mercato è lungo, ma sono speranzoso e ottimista sul fatto che possa restare. Se riesci a tenere la buona rosa che già c’è, saremo competitivi. Importante non dare via tutti e tenere una buona base. Quello che stiamo facendo questa stagione. Il gruppo è importante quando è quello della passata stagione».


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