Lecco: Fracchiolla,

che strigliata alla squadra

Il direttore sportivo mai così duro con i ragazzi, assecondato da Zironelli. Il presidente invece non c’era. Sotto accusa i troppi errori dei singoli, marchiani ed evitabili. Poi, come annunciato, un doppio allenamento.

Lecco: Fracchiolla, che strigliata alla squadra
Domenico Fracchiolla, direttore sportivo del Lecco

Per ora bocche cucite. E doppio allenamento. Ieri sulla squadra sono piovute parole di fuoco ai giocatori da parte del direttore sportivo Domenico Fracchiolla, rilegittimato dalla dirigenza dopo le parole, pesantissime, del patron Di Nunno domenica scorsa.

In fondo la sua posizione si è, anzi, rafforzata perché la famiglia Di Nunno ha capito che il vero ago della bilancia della stagione può essere proprio lui. Ma prima di (ri)parlare di Fracchiolla, torniamo alla “cronaca” di ieri: sul campo in mattinata è andata in scena la lavata di capo più pesante della stagione, assecondata naturalmente dal mister, Mauro Zironelli, e dal secondo Andrea Malgrati.

Quindi il doppio allenamento. Nessun esponente della famiglia proprietaria era presente. Ma di sicuro la cosa non è dispiaciuta alla proprietà che è sì arrabbiata con il duo “Ziro-Fracc”, ma è ancora più arrabbiata con i giocatori.

Perché gli errori commessi in Lecco-Renate e in Lecco-Albinoleffe, così diversi ma così legati ai singoli più che a colpe tecnico tattiche dell’allenatore, sono stati davvero marchiani ed evitabili. Talmente evitabili da aver fatto pensare che la squadra abbia letteralmente perso la bussola, in questo difficile periodo. Ecco, il messaggio che viene da proprietà e staff tecnico, per una volta all’unisono, è questo: la squadra deve darsi una svegliata. Fracchiolla, finora in versione “chioccia”, Zironelli finora in versione “papà buono” e Malgrati finora in versione “tutor”, hanno dissotterrato la scure di guerra. O con loro, o contro di loro, in vista di Trento. Anche perché se a Trento si perde ancora, l’esonero diventa praticamente inevitabile. Zironelli e Malgrati rischiano la “ghirba”, intesa come posto sulla panchina bluceleste. E farlo per errori come quelli, banalissimi, commessi finora, farebbe girare loro le scatole.

Ma torniamo a Fracchiolla: per ora non parla nessuno, ma forse proprio lui potrebbe riportare il sereno sulla squadra e non solo da giovedì in poi, ovvero alla vigilia della partenza, che potrebbe avvenire già venerdì sera, per poi allenarsi subito il sabato mattina in terra trentina. Potrebbe prendere parola per pilotare al meglio una dolce e lenta planata sulla terra natìa del pioniere dell’aviazione italiana Giovanni Caproni. Ma deve essere il Lecco a prendere il volo da Trento e cercare di non fermarsi più. Perché c’è un dato di fatto: un pareggino striminzito, servirebbe solo a prolungare l’agonia dello staff se non fosse accompagnato poi da una bella (ma difficilissima) vittoria contro il Sudtirol la domenica successiva. Meglio sarebbe prendere fiducia a Trento, anche se non sarà facile, e poi tentare il “botto” contro la capolista. Anche se si deve vivere alla giornata, c’è da mettere sul piatto della bilancia da una parte la voglia di ritrovata tranquillità di Zironelli & C. e dall’altra la voglia della proprietà di cambiare.

I rapporti sembrano logori, ma, si sa, i punti e i gol guariscono ogni ferita, nel calcio. Purché arrivino in fretta. E possibilmente in numero copioso.

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