Lecco ai saluti con Zironelli

La panchina va verso De Paola

«Esonero? Io non ci penso» afferma il mister, ma intanto il suo successore è atteso in città nella giornata di mercoledì. Domani allena Malgrati.

Lecco ai saluti con Zironelli La panchina va verso De Paola
Quella di Trento rischia di essere stata l’ultima volta di mister Zironelli

Il nuovo allenatore del Lecco? Sarà (salvo ripensamenti) il “sergente di ferro” Luciano De Paola (ormai a un passo dall’accordo; Alessio Tacchinardi l’altro nome “caldo”). Sarebbe l’unica modifica dello staff tecnico che, per il resto, verrebbe confermato il blocco (allenatore in seconda, Malgrati, compreso).

Luciano De Paola, probabilmente sarà in città da mercoledì per impegni precedentemente presi. Nel frattempo a guidare l’allenamento di domani sarà Andrea Malgrati.

De Paola - già tecnico bluceleste nel 2015-16 (secondo alle spalle del Piacenza in D) quando era stato chiamato dall’allora presidente Daniele Bizzozzero - già nella stagione 2017-18 (gestione Di Nunno) era stato a un passo dal ritorno. Presentato ufficialmente alla stampa, non aveva poi chiuso l’accordo e il Lecco aveva continuato con Alessio Del Piano.

Intanto, a Trento Mauro Zironelli arriva in sala stampa con il morale sotto i piedi: «Esonero? Io non penso a queste cose. Non è compito mio. Io voglio andare avanti... Mi sono dimesso una sola volta in tutti questi anni e l’ho fatto perché non mi pagavano (a San Benedetto la scorsa annata, ndr)». Ma al netto delle considerazioni del post-batosta, l’esonero sembra ormai imminente. Troppo deluso e amareggiato il tecnico veneto per restare. Il suo Lecco ha smarrito se stesso: «Sì, sono d’accordo - attacca il tecnico -. Siamo stati inconsistenti. Ma dico anche che è successo solo in questa partita. Nelle altre abbiamo sempre reagito. Mi aspettavo anch’io che fosse la partita della vita. Ho visto la squadra scarica. Abbiamo fatto dieci sedute di allenamento che a me, da calciatore, non è mai capitato di dover fare. Lo abbiamo fatto forse caricando troppo la squadra che, infatti, è venuta a Trento confusa e scarica».

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