La vecchia guardia risponda presente  Il Lecco deve contare sui suoi “senatori”
Il Lecco vuole tornare a festeggiare la vittoria

La vecchia guardia risponda presente

Il Lecco deve contare sui suoi “senatori”

Serve la loro esperienza perché i giovani, pur talentuosi, non reggono la pressione. Marzorati il “capostipite” di un gruppo di ben undici giocatori che si conoscono ormai da tempo.

La vecchia guardia c’è. Ed è pronta a combattere anche contro la Virtus Verona. Si è parlato, dopo Crema, di un risveglio dei “vecchi”, ovvero della necessità della vecchia guardia di entrare in campo per aiutare i più giovani, che non possono reggere la pressione di un campionato partito così bene e che da tre gare ha avuto un’inattesa battuta d’arresto.

Insomma, ci vuole l’esperienza di chi ha centinaia di partite nel professionismo alle spalle. Lino Marzorati, con le sue 402 gare nel professionismo, dalla serie A fino alla C, è il capostipite dei “senatori” lecchesi, ma è anche quello al quale si può rimproverare di meno: a Crema le ha prese tutte lui, quelle del suo attaccante e della sua zona. Ma, soprattutto, pur essendo uno che parla poco anche in campo, è uno che insegna molto. Con l’esempio, con la dedizione e l’impegno. Insomma, un giocatore completo in ogni senso.

Poi ci sono tutti gli altri, naturalmente. Soprattutto quelli che sono rimasti dalla scorsa stagione. E su quelli ci siamo concentrati, perché chi costituisce da oramai un anno e mezzo l’ossatura del Lecco è il più adatto a far uscire dalla palude della depressione la squadra.

Loro sono i sopravvissuti della scorsa stagione, quelli che sono rimasti perché credono nel progetto e il progetto (ovvero la società) crede in loro. Anche chi è stato sfortunato come Giorgio Galli, infortunato a inizio della scorsa stagione, ha dalla sua otto presenze e un gol nel Lecco.

Come pure l’altro lungodegente Ermes Purro, altre otto presenze e un gol in bluceleste. Dei “vecchi” l’unico che non ha ancora segnato, nonostante 32 presenze in maglia bluceleste è Pippo Lora, ma si rifarà presto.

Anche Patrizio Masini che di presenze ne conta 27, ha già fatto 4 reti. Seguito da Lino Marzorati con le sue 31 presenze e un gol. Quindi Marco Pissardo, 37 presenze e 29 gol subìti. Poi il croato “Vez” Vedran Celjak 40 presenze e 2 reti. Anche Simone Iocolano ha 40 presenze ma ben 11 reti all’attivo. E Ferdinando Mastroianni non è da meno con 41 presenze e 7 reti.

Il più presente di tutti dopo Ivan Merli Sala, però, è Luca Giudici: le sue partite nella squadra della sua città sono già state, in una stagione e mezza, ben 46. E dire che era andato alla Carrarese a gennaio 2021. Insomma: 46 presenze e 4 gol.

Senza parlare, appunto, di Ivan Merli Sala che ha numeri “spaventosi”: 131 presenze con la maglia del Lecco e 7 segnature. Naturalmente per Merli Sala contano anche gli anni giocati in C e in D nelle passate stagioni. Non solo le presenze dal 2020. Ma tant’è: lui è uno di quelli che deve suonare la carica, ma dallo “score” delle presenze si evince che ci sono anche giovani esperti come Purro (anche se gioca poco), e soprattutto Masini.

Avere comunque ben undici giocatori che si conoscono da tempo, e che a loro volta conoscono l’ambiente, è il segreto sul quale puntare per tornare a vincere. Un segreto che va al di là delle tattiche e degli schemi.

Da Iocolano a Merli Sala, da Marzorati a Galli, a prescindere da chi gioca di più e da chi ha più mezzi tecnici, tutti sanno cosa voglia dire indossare il bluceleste. E la Virtus Verona è lì per dimostrare a tutti questo significato.


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