La Pellegrini quarta: «Non è tornata  a Livigno e si vede»
La Pellegrini col vicesindaco Remo Galli e Luca Moretti, presidente Apt

La Pellegrini quarta: «Non è tornata

a Livigno e si vede»

Magari non ha fatto “drin” come faceva una volta, perché ormai ci sono quelle tecnologiche del telefonino che ci fanno svegliare con la musica preferita, ma di sicuro ieri mattina alle 3 sono suonate molte sveglie nel Piccolo Tibet. In piedi all’alba per Federica.

Per vedere e tifare la Pellegrini, ma lei è ha tradito le attese. Nuotava per entrare nella leggenda dello sport, la campionessa è rimasta bloccata a un bracciata da quella medaglia di bronzo che era l’obiettivo alla sua portata. Livigno l’aveva adottata dopo le tre settimane di allenamento in quota nello scorso autunno, che avevano visto la Pellegrini e gli altri campioni del nuoto azzurro allenarsi all’Aquagranda.

Ha un filo diretto con la campionessa il primo cittadino, Damiano Bormolini: «Sono dispiaciuto per il sogno infranto, ma le leggi dello sport sono queste - afferma il sindaco, che poi scherza -. Per preparare gli Europei, Federica e la Nazionale sono stati a Livigno e i risultati si sono poi visti. Avrebbero dovuto venire da noi anche per preparare Rio, sarebbe andata diversamente». Scherzi a parte, il sindaco apre nuovamente le porte della struttura alla Nazionale: «Sono ben voluti e possono tornare quando vogliono, mi auguro anche che Federica non smetta dopo questa delusione. Io intanto la ringrazio perché col suo avvento a Livigno, mi ha trasmesso la passione per il nuoto e da allora ogni mattina una volta la settimana mi dedico a fare vasche in Aquagranda». Dopo i 200 metri di Federica nell’alba livignasca, la luce si è spenta nei salotti di Livigno e tutti sono tornati a dormire. La speranza e che a Rio non sia spenta definitivamente anche la stella di una delle donne che ha dato maggior lustro allo sport italiano. Non a caso basta chiamarla per nome per individuarla, proprio come accadeva alla nostra Deborah.


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