Inizialmente non tutti convinti  Ma poi l’unanimità su De Paola
Luciano De Paola, già bluceleste nella stagione 2015-2016

Inizialmente non tutti convinti

Ma poi l’unanimità su De Paola

Ecco come è nata la scelta di affidare la squadra al nuovo allenatore. E le altre piste battute.

Giri di telefonate, confronti (anche aspri) e alla fine univocità di vedute. Pure sul successore di Zironelli, fra proprietà (famiglia Di Nunno), soci di riferimento (Angelo Battazza) e dirigenti-cardine (il dg Maiolo e il ds Fracchiolla), subito dopo la sconfitta di Trento, la decisione era stata già presa, malgrado le - solo iniziali - differenze di orientamento.

Mentre Luciano De Paola è atteso giovedì per la firma sul contratto, sono tanti i retroscena. Inizialmente sul tavolo erano stati vagliati tre nomi: quello di Alessio Tacchinardi, spinto dal suo estimatore Angelo Maiolo che ne era rimasto profondamente ammirato dopo la parentesi dell’ex Juve sulla panca di via Don Pozzi in serie D (primavera 2018); poi quello di Giuseppe Sannino, sondato da Angelo Battazza che già ne volle la conferma l’anno della promozione nell’allora C1 (2006-07; gestione Riva-Romano-Fiori).

Infine, quello di Luciano De Paola, rimasto un pallino del patron Paolo Di Nunno, malgrado la rinuncia ad accordarsi (dopo l’annuncio alla stampa) nel 2017-18. Perché l’ago della bilancia a favore di De Paola? Detto che Sannino era il più costoso (e che, da allenatore dell’Al Ittihad Tripoli, si sarebbe svincolato) a non convincere è stata l’età (oltre 64 anni) e le motivazioni di un ex mister di serie A (Siena, Palermo, Chievo, Carpi).

Così la corsa è rimasta fra Tacchinardi e De Paola, con quest’ultimo che l’ha spuntata per una caratteristica peculiare: la grinta. La voglia di allenare e di trasmettere la propria cattiveria agonistica a una squadra da encefalogramma piatto.

Non che Tacchinardi (che tra l’altro deve pure scontare tre giornate di squalifica) non ne abbia, semplicemente De Paola (essendo reduce da un buon campionato con la Pergolettese) ha già dimostrato di saper risollevare le sorti di uno spogliatoio che non crede più in sé stesso. Esattamente come a Crema la scorsa stagione. Prima di essere esonerato per dissapori con la proprietà Fogliazza.

Alla fine, constatata la disarmante prestazione tecnico-tattica - e soprattutto caratteriale - di Trento, tutte le parti (il ds Fracchiolla in primis) hanno concordato sul nome preferito dai Di Nunno.

Troppo “down” il carattere dei blucelesti attuali, per non meritarsi un allenatore elettrico e aggressivo come De Paola.

La motivazione più profonda? Tutti cominciano a temere che il vero obiettivo di questo Lecco 2021-22 sia la salvezza. Ergo: sono corsi ai ripari cercando di iniettare nel gruppo ciò che allo stato attuale manca: il coraggio e la fiducia.

In questo senso De Paola può essere l’uomo giusto. Le incognite? È un allenatore da “carta bianca” (totale) nello spogliatoio...


© RIPRODUZIONE RISERVATA