Il Lecco è a caccia   di un altro attaccante
Il preparatore Carlo Simonelli con Merli Sala e Malgrati allo stadio

Il Lecco è a caccia

di un altro attaccante

Fracchiolla è al lavoro su una punta ex Piacenza da affiancare a Capogna, D’Anna e Mastroianni - Intanto la società bluceleste ha deciso di realizzare una palestra a fianco della tribuna centrale del Rigamonti-Ceppi

Una “sollevazione popolare” in chiave-biancoverde ma soprattutto di auguri e ringraziamenti, quella che riguarda i tifosi del Monopoli, dopo che in Puglia è arrivata la notizia dell’interessamento del Lecco per Arensi Rota, il terzino destro che, proprio nella squadra monopolitana, nelle ultime tre stagioni ha accumulato circa 100 presenze distinguendosi come uno dei migliori esterni della categoria. Il giocatore infatti, del club pugliese è considerato un leader.

Intanto il ds Fracchiolla si sta buttando su un ex Piacenza per potenziare l’attacco. Sono tre i “senior” (due se resterà Strambelli, che però è quasi dell’Alessandria) che il ds ha promesso per un reparto che per ora conta su Capogna, D’Anna e Mastroianni. Il nome dell’ex Piace per ora è un mistero. Ma dovrebbe trattarsi di un esterno.

Ci sono anche significative novità in tema stadio. Il “Rigamonti-Ceppi” - senza timore di smentita - resta uno dei “teatri calcistici” più belli dell’intera categoria. Spalti attaccati al campo, doppia copertura; capienza adeguata per la terza serie e, con qualche ritocco, potenzialmente ampliabile ai 7500 adeguati a una (possibile) serie B.

Da quest’anno poi ecco la novità vera: con circa 200-250 posti a sedere in meno (sulla carta), ma (finalmente) una palestra in più. La notizia non è ancora stata ufficializzata dalla società Calcio Lecco 1912 che gestisce la struttura, ma a giorni verrà smontata la struttura in metallo a lato estremo destro (guardando il campo) della tribuna centrale. Quella struttura prefabbricata della capienza di circa 250 posti a sedere era stata sistemata, in qualità di possibile ulteriore accoglienza per la tifoseria ospiti, al termine dell’estate 2007, quando il Lecco di Sannino era appena stato promosso nell’allora C1. La sistemazione dello stadio in quell’estate aveva portato al ridisegno dei gradoni e alla perdita di circa 200 posti sulla capienza iniziale di 5000. Per compensare era stata messa quella tribunetta di fatto quasi mai utilizzata (con tanto di divisorio in metallo per separare anche le tifoserie opposte in tribuna).

Ma dalla prossima stagione non ci sarà più. Al suo posto - ed è questa la novità più importante a livello di logistica bluceleste - finalmente una palestra superattrezzata che sarà sistemata in una tensostruttura.

È l’ultima news in tema di miglioramento della struttura cittadina che - dopo anni di costosi pellegrinaggi - doterà la società di via don Pozzi di una struttura dedicata finalmente giusta per una squadra professionistica. Per contro la capienza ufficiale del Rigamonti-Ceppi passerà così dai 4977 posti di prima ai circa 4700, ma con la prospettiva di dover aprire - causa coronavirus - a solo un terzo dei posti disponibili, magari per il mese di ottobre (e solo “dati-pandemia” permettendo). Di ulteriori possibili ampliamenti (giustamente) è prematuro parlare.

Basta solo sapere che lo staff dirigenziale bluceleste aveva provato a chiedere i permessi per allestire nuovi spogliatoi negli ampi vani sotto la tribuna, lunga 80 metri, per una capienza di circa 1200 posti a sedere. Problemi legati alla sicurezza e alle volumetrie. Peraltro in uno di quei vani, tempo fa, era stata prospettata la possibilità di allestire un mini-museo della storia della Calcio Lecco.

Con la nuova palestra la truppa di D’Agostino potrà così gravitare interamente sullo stadio cittadino, evitando spostamenti e soprattutto evitando di appoggiarsi al “gabiotto” degli attrezzi, dove qualche macchina da potenziamento muscolare già era da anni a disposizione dei giocatori; esattamente dall’altra parte della tribuna dove nascerà la nuova palestra. Il costo dell’operazione è da aggirarsi intorno a qualche centinaio di migliaia di euro.


© RIPRODUZIONE RISERVATA