Il capo “Mastro”:  «Che gioia quel gol»
Ferdinando “Nando” Mastroianni, classe 1992, abbracciato da Mattia Tordini dopo la rete siglata dal casertano contro il Padova (Foto by foto Menegazzo)

Il capo “Mastro”:

«Che gioia quel gol»

L’atteso attaccante del Lecco, Mastroianni, contro il Padova ha finalmente ritrovato la via della rete. Il bluceleste è ritenuto un giocatore molto generoso: «È una mia caratteristica dare tutto per la maglia che indosso».

Contestato, derubricato ad attaccante “utile ma non decisivo”, dato per partente. Ferdinando “Nando” Mastroianni, classe 1992, di Maddaloni (Caserta), è rinato. Grazie a Mauro Zironelli, ma soprattutto alla sua generosità, quella appunto di questo attaccante che non si è demoralizzato, non ha ascoltato le critiche della stampa e dei tifosi del finale di stagione (scorsa), e si è buttato a capofitto nel lavoro. Conscio che per rispondere alle critiche c’è un solo modo costruttivo: giocare bene. E, per un attaccante, segnare.

Il gol di Ferdinando Mastroianni al Padova è la dimostrazione che il lavoro paga: «È stata davvero una bella serata, indubbiamente - ammette il centravanti bluceleste -. La cosa più bella è stata rivedere così tanta gente allo stadio. Era un po’ che non eravamo abituati a vedere tanti tifosi. I nostri erano tantissimi ed è stato veramente molto bello, emozionante. È stato quello che ci ha dato la carica giusta, ma siamo anche partiti forte e abbiamo fatto due gol molto belli, prima con Maso e poi …con il mio. Tordini mi ha dato un grande pallone. Stiamo giocando bene e io mi sono divertito molto. Una grande serata, insomma».

Il Padova ha reclamato molto sul gol di Mastroianni. Non in campo, ma dopo la partita. A dimostrazione che se fuorigioco era, nessuno a velocità normale l’aveva visto: «Io l’ho visto e rivisto, ma è ancora incerto. E se ci fosse, sarebbe millimetrico – spiega “Mastro” - . L’anno scorso me ne hanno tolto uno regolarissimo a Busto, per cui una volta ti va male e un’altra bene. È una ruota che gira. Se c’era era davvero, ripeto, era offside di pochissimo. E non toglie nulla alla bellezza di quell’azione. Ha intercettato palla Kraja, poi Tordini ha alzato la testa e io ho attaccato la profondità come mi sta chiedendo il mister. Sono contento anche per questo: l’ho fatto felice e ho aiutato la squadra».

Quanto mancava questo gol all’attaccante bluceleste? Mastroianni non ha difficoltà ad ammetterlo. «Un po’. Non so dire quanto. Ma per un attaccante fare gol è importante. Speravo che non diventasse un’ossessione, ma uno ci pensa. Ho scelto la partita più bella, per segnare, per cui va bene così. Spero che ora ne arrivino altri. Tanti altri».

Dopo la gara di Padova, ma anche prima, dalla prima di campionato, si è parlato di “generosità inesauribile” di Mastroianni. Gioca sempre per la squadra. Anche se non segna valanghe di gol forse proprio perché esaurisce le energie nel dare tutto durante i 90’ e poi è poco lucido sotto porta.

«È una mia caratteristica dare tutto per la maglia che indosso - spiega -. Poi delle volte vieni apprezzato, a volte meno, ma per me non è stato mai un problema. Nonostante come sia andata l’anno scorso, io volevo rimanere qua. Anche perché ho visto e conosciuto Zironelli che è una grande persona e mi ha convinto a rimanere. Pensavo di partire dietro ad altri, in questa stagione, ma non mi interessava: pensavo solo a quanto mi stava chiedendo il mister e a quello che voleva da me. Credo di esserci riuscito, a dimostrargli la mia dedizione al lavoro. Prenderei comunque la stessa decisione altre mille volte. E sono rimasto con un contratto a scadenza. Lo rifarei».

Ora arriva Mantova. Che per il Lecco riporta a bruttissimi ricordi. A una retrocessione con tanto di spogliatoio inondato di varechina prima della partita. E tanto altro…: «Io vedo Mantova un po’ come la Pro Patria: il Lecco non vinceva da tantissimi anni contro questa squadra. Per me lo stimolo è lo stesso. Anche se noi lavoriamo sempre allo stesso modo, che si vinca, o che si perda. Lavoriamo sempre con grandissima intensità e spirito di sacrificio. Quindi non abbiamo bisogno di spinte ulteriori. Sono convinto che possiamo fare una grandissima partita anche a Mantova. Poi i risultati non sono sempre quelli che sogni, ma noi partiremo anche lì solo per vincere».

Con Tordini l’intesa è quasi perfetta: «Parliamo molto anche fuori dal campo, nonostante la differenza d’età (dieci anni, ndr). Si è intessuto un ottimo rapporto anche fuori dal terreno di gioco. È giovane, ma deve solo rimanere concentrato su quel che gli chiede l’allenatore. E come si è visto domenica, lui ha qualità per fare gol e per farli fare. Mi ci trovo bene. Come, peraltro, mi trovo bene con Iocolano che sappiamo che giocatore è e che garanzie ti dà. Ganz? Dobbiamo solo avere pazienza perché sta recuperando la condizione migliore e lui è un giocatore importante per noi. I numeri parlano per lui. E sicuramente ci darà una grandissima mano».


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