Ganz: «Finalmente   ho ritrovato il gol»
Simone Andrea Ganz, 28 anni, abbracciato dai compagni blucelesti: l’attaccante è alla sua prima stagione al Lecco

Ganz: «Finalmente

ho ritrovato il gol»

A Mantova la sua prima rete in bluceleste: «Per un attaccante segnare è sempre fondamentale. Ero all’asciutto da maggio»

La prima volta è sempre la più bella. O quasi. Per Simone Andrea Ganz il primo gol è coinciso anche con il primo pareggio del Lecco in campionato. Il che non è propriamente una bella notizia, quando arriva al termine di una partita letteralmente dominata: «Mi sarebbe piaciuto molto di più finire con uno 0-1, gol di Ganz - sorride -. Sarebbe stata la ciliegina sulla torta di un qualcosa che, comunque, per me è stato molto importante perché per un attaccante il gol è fondamentale. Sono contento da questo punto di vista. Non segnavo dall’ultima partita giocata proprio con la maglia del Mantova, nei playoff, contro il Cesena: finì 2-1. Era maggio e io lì segnai il mio ultimo gol in C. Ora ho ripreso e spero di non fermarmi più».

Domenica Ganz non ha esultato: «In quel momento mi sono sentito di fare così per rispetto delle persone con cui ho condiviso un percorso, per i miei ex compagni. Però ero e sono molto felice, anche perché l’accoglienza è stata abbastanza positiva a Mantova. Sinceramente non mi sono molto accorto se mi hanno applaudito o fischiato al mio ingresso in campo perché lo stadio Martelli è molto dispersivo. Non mi sono accorto di nulla, però mi sono sentito comunque bene…».

Avere davanti tanti ex compagni è un po’ una cosa insieme normale, nel calcio, ma anche strana: «Erano in tanti della mia squadra della scorsa stagione: i difensori centrali, il terzino, Guccione davanti… C’erano almeno sei-sette undicesimi del Mantova in cui giocavo. Sì, un po’ è strano e un po’… è il calcio. Come li ho visti? Così così. Secondo me sono un po’ in difficoltà perché ci sono tanti giovani con loro. Anche per questo è stato un peccato averla pareggiata, questa partita: portarla a casa sarebbe stato perfetto e ci avrebbe lanciato nei primissimi posti. Poi hanno pareggiato su una punizione dubbia, ovvero quella che è stata concessa loro, e non siamo stati bravi a tenerla. Ci dispiace, ma come dico sempre, per fortuna giovedì ce n’è un’altra per dimostrare che siamo tra le prime del torneo».

Appunto, visto che il Lecco gioca bene, o molto bene, ma non raccoglie tutto quanto semina, i blucelesti sono da piani alti, altissimi o da metà classifica? «Non sta a me dirlo - taglia corto il bomber figlio d’arte -. Esprimiamo un grande calcio, siamo una squadra forte e io spero vivamente di poter stare in alto in classifica. Non so, però, in quale posizione, ma noi cerchiamo di giocare con tutti allo stesso modo, cercando di imporci. Proviamo sempre a tenere alto il livello con tutti quelli che scendono in campo, sia chi gioca di più sia chi gioca di meno. Finora ci siamo riusciti, ma non so dire dove potremmo arrivare».

Intanto Tordini l’hanno picchiato come fabbri. Intervento da arancione quello di Esposito. Ma anche altri nel Mantova hanno dato il via, su Tordini, a una specie di “caccia all’uomo”: «Dalla panchina non si è visto bene quel fallo, tenuto conto che è molto interrata. Dico sempre a Mattia (Tordini, ndr), che è giovane, che si deve abituare, se li deve aspettare certi trattamenti. Ti mirano. Succedeva anche a me da giovane, appena avevo cominciato a dimostrare di saper fare gol. Insulti, calci... è tutto normale, è calcio».

«Certo, gli arbitri potrebbero proteggerci di più, ma in serie C è difficile pretenderlo - la chiosa -.. La categoria è mezza e mezza e loro non hanno forse le capacità di proteggere i più tecnici. In A e B è diverso. Devi essere più forte di tutti e aspettarti anche queste cose, prevenirle, cercare di evitarle. Non parlo del caso singolo (falciata da dietro di Esposito, ndr), naturalmente».


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