Galli vuole riprendersi   il suo Lecco
Giorgio Galli, 25 anni, si sta allenando per essere a completa disposizione nella prossima stagione (Foto by menegazzo)

Galli vuole riprendersi

il suo Lecco

Lo sfortunato centrocampista centrale sta lavorando per tornare titolare nella prossima stagione. «Sono in continuo allenamento per rinforzare il ginocchio. Penso di essere pronto già all’inizio del campionato».

Giorgio Galli, classe 1996, sta per tornare. Corre, sgambetta, “tocca” il pallone. È pronto per il ritiro del Lecco. Mentre lo intervistiamo, in verità, sta andando a trovare suo zio, uno dei migliori centrocampisti degli anni a cavallo tra il 1988 e il 1992, che ha casa a Bellaria. «Luca Fusi è mio zio – rivela il centrocampista del Lecco -. Non si sa come, ma ci deve essere un gene per i centrocampisti centrali nella mia famiglia. Negli anni ’90 penso che sia stato uno dei migliori centrocampisti di quell’epoca tra Napoli e Torino. Gli è mancato solamente il mondiale ’90, in casa. Per il resto una grande carriera. Sono qui con lui a Bellaria per cui gli parlerò bene del Lecco. Ero anche venuto a vederlo durante Lecco-Foligno quando lui allenava gli umbri, nel 2009: fu un 1-1».

Come Fusi, infatti, Galli è di Bulciago. Lecchesi “doc”. Dalla resilienza di suo zio ha preso spunto per il futuro. «Sono in continuo allenamento, in fase riabilitativa con il mio ginocchio destro. Faccio più o meno tutto, tranne i contrasti perché non ho nessun con cui allenarmi, sono andati tutti via. Potrei chiamare Ivan Merli Sala, ma se ci va pesante poi.. Sono positivo perché penso di poterci essere a inizio campionato. Pronto e preparato».

Galli iniziò con il botto, con un gran gol nella prima amichevole della stagione, in casa del Lugano, disputando una partita da vero leader. In campionato, poi, la rete del centrocampista contro l’Alessandria se la ricordano tutti. E contribuì a quella bella vittoria. Ora però il club piemontese è in finale e si gioca la serie B, mentre il Lecco un po’ rosica. Ma Galli non sa se i piemontesi ce la faranno: «Se la deve giocare, ma la vedo dura. Vedo favorito il Padova, ma il girone A ha fatto un figurone ai playoff. Tutti che ne parlavano male, ma alla fine abbiamo rischiato di vedere tre squadre del nostro girone nella final four. Il che la dice lunga anche sul nostro valore».

Forse arriverà mister Alessio Tacchinardi in panchina. Ma Galli non lo conosce come tecnico. «Vale la stessa cosa per tutti gli allenatori che ci sono stati accostati in queste settimane, tranne Alberto Gilardino che ho visto alla Pro Vercelli e poi Ivan Javorcic che ho conosciuto quando allenava la Pro Patria. Poi anche Zaffaroni dell’Albinoleffe so chi è. Ma non so quali di questi sono concreti o no. Per cui aspetto fiducioso cosa deciderà il direttore sportivo Fracchiolla».

Quanta voglia ha di rientrare il buon Galli? «Tanta, parecchia. Mi sono fatto male lo scorso 11 novembre in casa contro il Novara. Vincemmo 1 - 0 quando mi feci male a metà campo. Mi ha fatto piacere essere sempre citato da tutti, dall’allenatore ai tifosi. Eppure ho fatto solo sei presenze. Sono partito bene e poi non ci voleva quell’infortunio».

Ora la curiosità è tanta, su di lui: «Vedremo l’anno prossimo come rientrerò. Sperando senza problemi al ginocchio». Altro giocatore sfortunato nella stagione bluceleste appena terminata è stato Fabio Foglia, ingaggiato nel mercato di riparazione proprio per sostituire Galli, infortunatosi a marzo. «Non l’ho sentito negli ultimi giorni. Ma abbiamo parlato al campo. Ci siamo confrontati. Quando l’avevo visto aveva ancora, prima dell’ultima contro il Grosseto, il tutore rigido, per cui speriamo anche per lui che sia finito il calvario. È un grande centrocampista. L’ho visto sempre da fuori, ma mi è sembrato un ottimo giocatore. È uno che si sente, si dà da fare. Non si risparmia».


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