Di Nunno e il domani del Lecco  «La città aiuti, squadra di tutti»
Lecco, una stagione finita male

Di Nunno e il domani del Lecco

«La città aiuti, squadra di tutti»

Il patron chiede una mano agli imprenditori e al Comune: «Non voglio certo soldi per me, ma la società va sostenuta dal territorio»

Bocche cucite dopo il 4 a 1 beccato in casa dal Lecco. Ma di sicuro il patron Paolo Di Nunno non ha ancora sbollito la rabbia per la sconfitta e, più in generale, per un finale di stagione da dimenticare, che ha parzialmente rovinato tutto quanto fatto in precedenza.

Restano i due derby vinti meritatamente e in maniera schiacciante, ma se ci si vuole sollevare dal provincialismo di chi si accontenta di gioire per due volte a stagione, ma non raggiungere la vetta, allora bisogna programmare. E per farlo bisogna avere una società alle spalle. Gli exploit “storici” come quelli di questa stagione vanno benissimo. Valgono un campionato, per i tifosi. Ma per il Lecco conterebbe molto di più essere davanti e sognare concretamente la B.

Eppure le parole di Paolo Di Nunno non lasciano spazio a molti dubbi. «Ribadisco che non voglio i soldi di nessuno. Non sono soldi per me… Sono per la squadra. Non voglio che nessuno venga a dare i soldi a Paolo Di Nunno ma alla società Calcio Lecco. Guardate che sono l’unico presidente del Lecco capace di portare i blucelesti così in alto senza l’aiuto di nessuno. Neanche il grandissimo Ceppi era da solo quando portò il Lecco in serie B e poi in serie A. Io sono da solo e, lo ripeto, questa è una città piena di soldi».

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