D’Agostino: «Una bella favola?  No, siamo una solida realtà»
Il tecnico Gaetano D’Agostino osserva attentamente la partita

D’Agostino: «Una bella favola?

No, siamo una solida realtà»

Il mister commenta la vittoria del Lecco contro il Renate.

Le partite si vincono anche così: soffrendo, stringendo i denti e segnando quando l’avversario, che aveva fatto sin lì di più, non ce la fa più. Per arrivare a questo punto, però, ti devi inventare qualcosa. E anche se Liguori non ha giocato bene, la sua mobilità, unita all’innesto di Mangni e Masini, ha portato al ribaltamento della situazione: «Ho visto che la squadra non stava proponendo - spiega Gaetano D’Agostino -. La scelta di Liguori si è rivelata determinante: volevo mettere un rompiscatole tra le linee che potesse dare quell’imprevedibilità che non avevamo. Damonte su Capogna le aveva prese tutte lui, nei palloni appoggiati. Abbiamo vinto la partita inserendo due under come Masini e Liguori. Ho cercato di creare più imprevedibilità».

Va detto che la fortuna aiuta gli audaci. Insieme al saper reggere fino al 95’ fisicamente: «Questione di carattere, di lucidità, di compattezza - spiega D’Agostino -. Quando subivamo, all’andata, facevamo fatica a rimontare. Oggi abbiamo avuto la lucidità di colpire quando abbiamo avuto le occasioni: siamo stati bravi a farlo».

Ma qual è la vera chiave della vittoria? «Quando sei famiglia dai l’anima e dai tutto. La gioia più grande è che non ho avuto la possibilità di mettere due over e sono stati due under a cambiare la partita. Masini e Liguori sono stati decisivi».

Mangni e Iocolano insieme. E il Lecco vince ancora. Determinanti? «Direi di sì. Togli uno dei due giocatori determinanti e diventa difficile. A Mangni che è entrato tutto fasciato, gli mancava solo la stampella. Ma ha stretto i denti e in quel quarto d’ora è stato determinante. Sono giocatori così che fanno i campionati…».

Questa del Lecco è una bella favola? «No, una bella realtà. Non vogliamo essere una favola perché queste possono avere anche dei brutti finali. Noi siamo una solida realtà. E vogliamo esserlo fino alla fine…».


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