D’Agostino: «Il Lecco?

Per fortuna c’è Maiolo»

Il mister bluceleste della scorsa stagione: «Il Lecco di quest’anno è forte e costruito con intelligenza». L’irruenza del presidente Di Nunno rischia di rovinare tutto? «Il dg è la persona in grado di ridare tranquillità».

D’Agostino: «Il Lecco? Per fortuna c’è Maiolo»
Il direttore generale Angelo Maiolo con l’allenatore Gaetano D’Agostino nel giugno dello scorso anno
(Foto di archivio)

Diciamo la verità: “con il senno di poi”, tante cose diventano più chiare; tante dinamiche anche del passato recente – deleterie e non totalmente visibili – hanno confermato. I problemi “endemici” riemergono. Sono gli stessi delle ultime due stagioni. Se una squadra bluceleste (di oggettiva qualità) parte alla grande e poi alle prime difficoltà “beccheggia fra le onde”, vuol dire che patisce. Psicologicamente, soprattutto. Mancanza di serenità interna. Critiche feroci – non rivolte al chiuso dello spogliatoio – ma “spaccate e messe al sole”. Esposte al ludibrio di un mondo del calcio mai tenero con chi si espone troppo. Ne sa qualcosa un allenatore che è rimasto (riuscito a rimanere) un anno e mezzo sulla panca lecchese, fra pressioni di una proprietà (giustamente) esigente, ma che non è opportuna – nei tempi, nei modi e nei luoghi delle sue manifestazioni –; e le critiche di una piazza “elettrica”. «Ma di cosa stiamo parlando? Del Lecco di quest’anno? È una squadra forte, ben messa in campo, che gioca un ottimo calcio. Costruita con intelligenza da Fracchiolla e gestita bene da Zironelli».

Gaetano D’Agostino, ora allenatore della piccola Vibonese, in difficoltà nel girone C di serie C, è sinceramente dispiaciuto per le polemiche che stanno arroventando la sua ex-piazza... «Seguo e seguirò sempre il Lecco – spiega serio – sia in tv, che nelle conferenze stampa. La vostra città è una piazza vera di calcio. Dove le pressioni sono tante. Una piazza a cui devo molto e che mi ha fatto crescere. Così sono contento del cammino della squadra che è sesta e gioca bene, mettendo in mostra tanti giovani di valore. Si vede che Domenico (Fracchiolla ndr) ha lavorato bene. Ma lui è così, io lo conosco. Abbiamo fatto un lungo percorso insieme e so come opera. A Zironelli poi mi lega una grande stima. Lui è diversissimo da me nel modo di porgersi, ma non nella sostanza. Diciamo sempre le cose come stanno: io, per il mio carattere focoso, sono più irruento. Lui è più meditato, ma andiamo sempre al punto. Entrambi. E poi il suo Lecco gioca bene, come giocava il mio. Quando non ci sono fattori interni che rischiano di rovinare tutto...».

Il riferimento alle esternazioni del presidente è chiaro; come è chiaro che l’ex mediano della Nazionale – per rispetto al suo ex datore di lavoro – non vuole esplicitarlo. «In quell’anno e mezzo ci sono state situazioni – dice – che hanno condizionato il nostro lavoro. Prima della sfida playoff col Grosseto (poi persa 1-4) e dopo Lucca (pioggia di squalifiche) abbiamo vissuto una settimana drammatica. Veramente difficile. Come difficile sono stati i primi mesi (novembre-dicembre 2019 ndr) da allenatore del Lecco. È chiaro che tutto questo non aiuta. Ma dalla parte del Lecco c’è ad esempio la presenza di un direttore generale che sa fare da scudo. Angelo Maiolo – spiega l’ex allenatore pure dell’Alessandria - è la persona in grado di rimettere tranquillità nell’ambiente. Di certo Zironelli non ha bisogno dei miei consigli, anzi forse sono io che li dovrei chiedere a lui, ma se potessi gli direi quello che sa già: continuare a lavorare con calma e professionalità. Di non pensare alle esternazioni e di continuare per la sua strada. Tanto decide sempre il presidente...». Infine una battuta sulla sua realtà attuale: «Alla Vibonese? Ho trovato un gran presidente, Pippo Caffo, un uomo d’altri tempi. Ma siamo in difficoltà, sul campo ci manca uno Iocolano...».

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