Tanti saluti al Giro d’Italia
Petilli escluso al fotofinish

Il club gli ha comunicato l’amara notizia alla vigilia del via. «Deluso sì, ma non critico la scelta».

Tanti saluti al Giro d’Italia Petilli escluso al fotofinish
La smorfia di Simone Petilli, 29 anni compiuti proprio ieri

Da casa sua, a Bellano, se ne era andato all’inizio di aprile con l’intento di farvi ritorno soltanto a fine maggio. Tante corse nel mezzo, tra cui la Liegi-Bastogne-Liegi e la Freccia Vallone ormai già archiviate, poi la preparazione in altura, lungo le strade della Sicilia, da cui ieri avrebbe dovuto partire alla volta dell’Ungheria. Lì, proprio domani, avrebbe poi dovuto prendere parte a quel Giro d’Italia che però, a questo punto, Simone Petilli vedrà soltanto dallo schermo di una televisione.

Proprio sul più bello, infatti, quasi alla vigilia del volo di trasferimento che l’avrebbe portato assieme alla sua squadra a Budapest, la comunicazione che su quell’aereo non ci sarebbe più stato posto per lui. Una scelta squisitamente tecnica quella adottata dal team francese Intermarché Wanty Gobert che, inizialmente non certo accolta con il sorriso dal lecchese, ha assunto col passare del tempo un gusto leggermente meno amaro rispetto a quello assaporato nei minuti seguenti alla comunicazione.

«Per me è stata una sorpresa. In fondo, anche questo fa parte dello sport», afferma Petilli pensando alla doccia fredda subìta proprio quando tutto sembrava girare per il verso giusto. Lui, che le ultime settimane le aveva passate a rifinire la sua forma anche nei minimi dettagli, certamente non ha festeggiato il cambio di programma.

«Si è trattato di una scelta tecnica, di squadra - puntualizza -. In prima battuta la stessa era stata costruita con cinque scalatori e tre corridori per le volate. Il cambio tecnico introdotto ha eliminato uno scalatore per inserire un passista in più di supporto e, dunque, sono rimasto fuori io. Devo ammettere che all’inizio sono rimasto un po’ deluso. Ciò non tanto per la scelta in sé, che non discuto tantomeno critico, quanto per le tempistiche. Ne ho passate di peggio e, anche se è dura, mi riprenderò pensando ad altre corse. Per un italiano, sarà scontato ma lo penso davvero, il Giro d’Italia è sempre il Giro d’Italia».

Invece di rientrare subito sul Lario, Petilli ha deciso di fermarsi ancora qualche giorno in Sicilia per affinare ancora un po’ la preparazione. Un programma di gare alternativo non c’è ancora, o quantomeno non è ancora stato ufficializzato. Probabile, però, vederlo correre dapprima in Norvegia e, in coda al Giro, in Svizzera.

«Cercherò di sfruttare lo stesso per la preparazione fatta fin qui per essere al 100% in questa fase della stagione. Cercherò di mantenere la condizione, con l’obiettivo di fare bene al Giro di Svizzera. Voglio puntare a un bel risultato», confessa.

Quanto alla Corsa rosa, non potendola vivere in prima persona Petilli la guarderà in tv. Yates e Carapaz i suoi favoriti, sempre non spuntino altri nomi a destabilizzare il pronostico della vigilia.

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