Che sorpresa, Conca correrà la Vuelta: «Ho bisogno di fare un grande giro»

Il bellanese figurava tra le riserve, poi a Ferragosto il team l’ha inserito tra i partenti. «Sulle strade spagnole cercherò di entrare nelle fughe e di dare una mano al capitano Cras».

Che sorpresa, Conca correrà la Vuelta: «Ho bisogno di fare un grande giro»
Filippo Conca, 23 anni, professionista dal 2021, dalla scorsa stagione corre per il team belga Lotto Soudal

«Sì, adesso quello che ho davvero bisogno di fare è un grande giro». Al termine di un buon Tour de l’Ain, in Francia, nel quale s’è classificato 14°, Filippo Conca ha avuto giusto giusto il tempo per rimettere in fila i pensieri.

Inizialmente inserito tra le due riserve che la sua Lotto Soudal aveva individuato per l’imminente (prenderà il via venerdì) Vuelta di Spagna, il corridore di Bellano s’è infatti ritrovato a Ferragosto nella lista indicata per corsa spagnola, con una serie di trasbordi tra Francia e Belgio al termine della Polynormande di domenica e l’idea di farsi trovare pronto venerdì alla partenza di Utrecht per la crono a squadre d’apertura.

«Giocarmi qualche tappa»

«Fare un grande giro è importante. L’anno scorso non ne ho disputati e, adesso, è il momento di correre la Vuelta. Ho lavorato bene negli ultimi tempi, sto andando benino, anche se mi manca ancora il ritmo. Non andrò in decrescita, insomma, ma in crescita. Finalmente, infatti, sto attraversando un periodo senza problemi», racconta l’atleta di Bellano.

Sulle strade spagnole, l’obiettivo di Conca non potrà che essere quello di «entrare nelle fughe e, in quel modo, provare a giocarmi qualche tappa».

Il belga Steff Cras sarà il capitano della sia formazione. Al corridore lecchese il compito di aiutarlo. «Cras ambisce a entrare tra i primi dieci. Noi, come squadra, saremo invece focalizzati sulle fughe, con l’idea di attaccare ove possibile. Il percorso sarà sicuramente duro, però un pelo meno degli altri anni», racconta Conca.

«Due anni poco fortunati»

Fin qui, di risultati ne sono arrivati pochini. «Se potessi salvare la gamba, forse potrei correre molto più forte. Questo, però, è il mio compito», afferma con la consapevolezza che il ciclismo impone sacrifici per la squadra e, dunque, non sempre è possibile fare ciò che ci si sentirebbe.

«Negli ultimi due anni - prosegue - la fortuna non è che mi abbia assistito granché. Adesso, però, sembra davvero che stia iniziando a girare come dovrebbe. Dopo il ritiro in altura a Livigno ho iniziato a correre e sto bene. Pur lavorando per la squadra non mi stacco oltre i primi 15-20 davanti e, dunque, si tratta di una bella sensazione. Non sto andando piano e, di conseguenza, ci conto davvero».

Il 2022, fino a oggi, non è stato foriero di risultati apprezzabili. D’ora in poi, però, il destino è tutto da scrivere, pedalata dopo pedalata.

«Se mi guardo indietro, di questa stagione salvo il fatto che ho corso tante gare dure, non adatte alle mie caratteristiche. Ai Paesi Bassi ho fatto le mie migliori performance di sempre, sicuro di arrivare al Giro pronto. Dopo, però, sono stato un mese e mezzo ko e, quando mi sono ripreso, al Delfinato non andavo piano. Mi è spiaciuto per il campionato italiano e per il Sibiu Tour. Sapevo di stare bene, ma in entrambe non sono stato molto fortunato».

«Quando hai poche occasione dovresti sfruttarle al 100%; se ti capitano e non ce la fai, ti arrabbi un po’», conclude Conca.

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