«Tifosi, ci serve una mano
con la Juve di Iocolano»

Il direttore sportivo del Lecco, Domenico Fracchiolla guarda già alla fondamentale sfida interna di mercoledì. «L’obiettivo è duplice: vincere sul campo e divertirci».

«Tifosi, ci serve una mano con la Juve di Iocolano»
Il Lecco (nella foto Kraja) vuol subito porre rimedio alla sconfitta accusata sabato a Verona

Una sconfitta che ha lasciato il segno. Ma che deve essere presto dimenticata perché mercoledì al Rigamonti-Ceppi arriva Simone Iocolano con la sua Juventus U.23. Alle 18 sarà battaglia per il quinto posto. Intanto il direttore sportivo del Lecco Domenico Fracchiolla, rientrato dalla squalifica, riflette sul momento che sta vivendo la squadra. Soprattutto dopo le periodiche “sparate” del presidente. Si sapeva che avrebbe potuto destabilizzare l’ambiente e a Verona, purtroppo, è successo: squadra stranamente “molle”, senza idee, senza gamba.

Un caso? Per Fracchiolla, che non intende certo tornare sul discorso dirigenza, sì. È un caso: «La squadra non aveva la solita gamba, la solita energia - riflette il dirigente pugliese -. Ci sta, chiaramente, dopo un po’ di partite consecutive. Il campo era molto difficile e lo sapevamo. Una serie di elementi poi hanno pesato tutti insieme: le assenze, il campo ristretto, il nostro calo fisico... Però questa squadra deve ricevere un po’ più di applausi, di “carota”, visto che il bastone non è mancato. Ora ci dobbiamo divertire e per farlo c’è bisogno di entusiasmo e pertanto le questioni che non riguardano la squadra, devono essere completamente dimenticate. Dobbiamo pensare solo a divertirci, andare in campo ed essere spensierati».

Fracchiolla, insomma, vuole guardare solo avanti, senza voltarsi all’indietro. «Mercoledì torna Simone Iocolano al Rigamonti e il mio invito e la mia speranza è che ci siano tanti lecchesi al campo: siamo una squadra giovane, ma che ci ha fatto divertire, e che spero possa farci divertire ancora. La società ha fatto uno sforzo per ospitare tanti ragazzi, con i biglietti a 5 euro. Per cui azzeriamo le altre questioni che non riguardano il campo e concentriamoci solo su questo: vincere sul campo e divertirci».

Però bisogna anche pensare a non ripetere certi errori. Celjak e Battistini sono mancati molto in difesa. Ma è mancato anche il miglior riposo: la squadra è arrivata a Verona dopo 2 ore e 50 di viaggio la mattina stessa della gara. Sgambatina, pranzo e poi partita. Insomma, anche questo è da mettere sul piatto. E per non togliere responsabilità nemmeno all’allenatore, è vero anche che quando l’avversario capisce di dover bloccare le fasce al Lecco, e ci riesce, il Lecco non sa più che pesci pigliare.

«Non è stata una questione tattica. Né di altro tipo. Ripeto, a noi è mancata un po’ di gamba: il campo, bagnato prima della partita, era pesante oltre che molto piccolo. Ci hanno fatto un solo tiro in porta: ero in tribuna, squalificato, e ho visto che la gara stava scivolando verso lo 0-0. Ne ero quasi certo. Sapevamo però che chi avesse commesso un errore grave, avrebbe perso. L’abbiamo commesso noi e hanno vinto loro… Non farei altre analisi».

L’ultimo appello di Fracchiolla è a crederci: «Ci esaltiamo troppo quando vinciamo, parlo di ambiente, salvo poi deprimerci al primo stop. Dobbiamo essere più equilibrati. Ripeto: è la partita contro la Juve di mercoledì il nostro unico obiettivo».

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