Pissardo, la saracinesca        è tornata ad abbassarsi
Al centro il portiere del Lecco, Marco Pissardo, 23 anni, piemontese di Verbania

Pissardo, la saracinesca

è tornata ad abbassarsi

Contro la Pro Sesto il portiere del Lecco ha compiuto due parate decisive per evitare la sconfitta. «Di recente sono stato criticato anche ingiustamente»

Il salvatore della patria è tornato. Il portiere che con due parate decisive ha consentito al Lecco di muovere ancora la classifica, anche se solo di un punto. Tra i pali si conferma quasi insuperabile, anche se il suo tallone d’Achille restano le uscite che però sabato non ha praticamente dovuto fare perché la Pro Sesto di cross “avvolgenti” o di corner pericolosi non ne ha mai tirati. Lui, Marco Pissardo, sa di trovare tra i pali la sua “casa” e la difende strenuamente, a ogni costo. E difende anche se stesso dalle critiche piovute nel periodo “scuro” precedente l’arrivo di mister De Paola.

Quando qualche gol è stato sicuramente anche favorito da sue indecisioni. Sabato la rivincita. Contro tutto e tutti: «Non ho mai parlato in questo mese e mezzo in cui sono stato un po’ criticato, a volte giustamente e a volte no. Sono contento a livello personale, meno a livello di squadra perché avrei voluto vincerla questa partita, però diciamo che se non è una rivincita, poco ci manca». Dopo una prestazione del genere, bisogna solo dare ragione al portierone bluceleste. E sperare vada sempre così.

Poi arriva l’analisi della partita: «Sicuramente la Pro Sesto è una squadra particolare. Ieri (sabato, ndr) ci hanno aspettato e si fa fatica contro squadre così. Non solo noi abbiamo fatto fatica, ma tutte le squadre che la incontrano. Non riesci a trovare sbocchi, ti innervosisci, vai all’arrembaggio, contropiede e… gol. E perdi una partita che avrebbe dovuto essere tua. Perdi 1-0 e ti chiedi come possa essere successo. Per fortuna non è andata così…».

Insomma, un punto è pur sempre un punto per chiudere l’andata a 24. Ripetere almeno questo score nel girone di ritorno vorrebbe dire salvarsi in carrozza. Ma le ambizioni sono altre. Intanto torniamo alla gara di sabato: «Siamo stati bravi a non perderla. Non l’abbiamo vinta, ma neanche persa, insomma – spiega l’estremo difensore bluceleste - . E se mi avessero detto, dopo Trento, lascio da parte la gara con il Sudtirol, “farete 7 punti in 3 partite” con dentro due trasferte come Piacenza e Seregno, ci avrei messo la firma.Giriamo a 24 punti che mi sembra un buon bottino dopo quella fase in cui abbiamo fatto 2 punti in 8 partite…».


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