«Non fenomeni prima,
non scarsi ora»

Il portiere Marco Pissardo giudica oggettivamente il “suo” Lecco e resta fiducioso per il prosieguo. «Stiamo recuperando tutti gli infortunati e possiamo arrivare ai playoff con l’intero organico e con la testa giusta».

«Non fenomeni prima, non scarsi ora»
Marco Pissardo, 24 anni, domenica scorsa ha parato un calcio di rigore

Marco Pissardo, portiere classe 1998, sta bene. Ha un po’ giù la voce, ma non è a causa del “gridare” di Lecco-Piacenza, con una difesa mai così distratta da tempo. La voce gli si era abbassata già prima della partita, per il forte vento. Ma ormai non gli serve gridare. Il portierone bluceleste si intende con i suoi compagni di reparto con un’occhiata. Peccato, dunque, aver preso quei gol evitabili contro il Piacenza.

Pissardo, ragazzo onesto e sincero, li analizza così. A cominciare, però, da quello che è stato il rigore da lui parato sull’1-1: «Non siamo stati cattivi come in altre partite. Poi ci sta giocare una partita come quella, dopo sette vittorie. Il rigore parato? Il mio ragionamento è che Cesarini la tira sempre ad aprire o sotto l’incrocio. Se mi fossi buttato lì, non l’avrei mai presa. Mentre a incrociare ci posso provare. E infatti ho parato proprio un bel rigore. Sono contento. Peccato che non sia servito… Anche la parata sullo stesso Cesarini alla fine, è stata una parata molto difficile. Tolto il secondo gol, mi sembra di aver fatto bene».

Poi Pissardo ripensa al secondo gol: «Avrei potuto uscire quando si è impennata la palla per smanacciarla, ma sono attimi. L’ho rivista: ho fatto il passo per andare e quando ho valutato che non ci sarei mai arrivato, lui è andato a staccare da solo in mezzo all’area e l’ha azzeccata. È capitato, ma è stato un episodio sfortunato visto che non sono state messe “pezze” da parte dei miei compagni, io non sono uscito e lui l’ha presa bene… Insomma, un cumulo di circostanze».

Dall’esaltazione della gara quasi perfetta di Bolzano, alla delusione dei tanti errori commessi contro il Piacenza: «Non eravamo fenomeni prima, non siamo scarsi ora - taglia corto il portiere ventiquattrenne -. Siamo contenti del nostro percorso nel girone di ritorno. Non ci eravamo esaltati dopo Bolzano, ma una partita parzialmente sbagliata dopo tante vittorie, era da mettere in conto. Loro si sono chiusi, io ho dovuto dare una mano, ma è stata una gara che, sostanzialmente, ci lascia l’amaro in bocca perché meritavamo qualcosa di più».

Primo obiettivo: dimenticare il Piacenza. «Non siamo allarmati, ma concentrati: vogliamo giocare per vincere le due partite che ci rimangono contro Seregno e Pro Sesto. Se le vinciamo siamo sicuramente quinti. E, ripeto, può capitare una gara del genere, quella contro il Piacenza, a questo punto del torneo».

È entrato anche Purro che non giocava da mesi e si è fatto rivedere Italeng. La panchina bluceleste continua a essere una risorsa insospettabile: «Da quando c’è De Paola, anche io sono “ripartito”. Con il nuovo mister il mio livello si è alzato. Ma tutti siamo virati in zona positiva con lui. E ora stiamo recuperando tutti, compresi Tordini e Zambataro. Possiamo arrivare ai playoff con l’intero organico a disposizione e con la testa giusta. Vogliamo divertirci. Non andremo in serie B, ma soprattutto in casa nostra possiamo davvero toglierci delle soddisfazioni».

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