«Lecco, troppi errori,
ma uniti sapremo ripartire»

Archiviata l’incolore prova con il Piacenza, Luca Giudici invita i compagni a ritrovare la tranquillità: «Mancano le partite che sulla carta possiamo vincere, ma è fondamentale non diventi un’ossessione».

«Lecco, troppi errori, ma uniti sapremo ripartire»
Luca Giudici, 29 anni, esterno di centrocampo e capitano bluceleste

Nessuno se l’aspettava. Una sconfitta può sempre capitare. Ma non così: subendo per larga parte della partita un Piacenza per mezz’ora fortunato, ma poi padrone del campo. Il pari sarebbe anche potuto capitare ma, appunto, sarebbe stato quasi casuale.

Una sorpresa per una formazione che a Bolzano era sembrata quasi perfetta. Tre erroracci difensivi e tante palle gol concesse ai biancorossi. Anche il capitano ed esterno di centrocampo Luca Giudici per un’ora buona è stato tra i protagonisti di Lecco-Piacenza. Poi, come la squadra, anche lui è scomparso. Nel momento topico, insomma, anche lui si è perso, pur rimanendo tra i migliori della partita e della stagione bluceleste. Anche il quinto di destra bluceleste c’è rimasto male, come tutti i tifosi: «Pensavamo di metterli là per trovare il gol e andare poi in vantaggio e gestire in contropiede. Invece è andata al contrario, soprattutto nel secondo tempo quando siamo entrati male in campo. Quel che non ci sta è la reazione che non è arrivata nella ripresa. Avevamo reagito bene al primo gol, ma dopo il secondo si è spenta la luce».

Ora bisognerà vincere le ultime due? Sì e no. Nel senso che è ovvio, ma non ci deve essere il “patema” del vincere a tutti i costi. Si rischia di rovinare tutto, altrimenti, secondo Giudici: «Vero, dobbiamo vincere. Ma non deve essere un’ossessione. Le ultime partite del torneo, come abbiamo visto, fanno storia a sé. Conta poco chi hai di fronte perché sia Seregno che Pro Sesto avranno tantissime motivazioni e devono evitare la retrocessione a tutti i costi. Non dobbiamo avere questa ossessione della vittoria a tutti i costi, ma pensare alle due gare, una per volta».

Luca Giudici, lecchese doc, anzi di Imberido, frazione di Oggiono, è arrabbiato, ma anche lucido nella sua analisi: «Dobbiamo essere tranquilli: abbiamo perso una partita in casa, dopo sette vittorie consecutive. Dobbiamo essere tranquilli, dunque. Ma anche arrabbiati con noi stessi. Dobbiamo continuare a cercare di dare il massimo, come stiamo facendo da tanto tempo. E il risultato arriverà di conseguenza».

Ma è stato merito del Piacenza questa sconfitta o demerito del Lecco? «Lo abbiamo detto in spogliatoio: probabilmente il Piacenza è stata la miglior squadra vista a Lecco. Una squadra in forma, organizzata. Abbiamo sofferto e si è visto perché loro hanno avuto tante palle gol. Merito loro, sicuramente. Hanno qualità, ritmo, organizzazione. Ma anche un po’ demerito nostro per l’approccio».

Quest’anno, magra consolazione detto all’indomani di una sconfitta, per Giudici una grande stagione: «Sicuramente ci tenevo, e ci tengo ancora, a fare bene questa stagione. Come ho già detto più volte, volevo rimanere a tutti i costi e dimostrare quello che non ho fatto nelle stagioni passate in bluceleste. Dal punto di vista realizzativo mi sta andando bene (quattro le reti segnate finora, n.d.r.). Sono abbastanza soddisfatto. Ma devo fare meglio. E - prosegue il capitano - quel che conta sono solo gli obiettivi di squadra. Devo focalizzarmi più su questo che contare le mie presenze e i miei gol. Ora conta solamente la squadra, il Lecco. Possiamo ancora levarci tante soddisfazioni».

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