Lecco, e se Di Nunno

avesse già il nuovo mister?

Il patron ha concesso un’altra possibilità a Zironelli (e a Fracchiolla), ma forse ha deciso. Impossibile lanciare ultimatum senza avere le spalle coperte. Intanto domani la sfida esterna con la Juve U.23.

Lecco, e se Di Nunno avesse già il nuovo mister?
I giocatori blucelesti vorrebbero tornare ad abbracciarsi e a gioire dopo aver ottenuto una nuova vittoria

Una partita decisiva sotto diversi aspetti. Inutile nasconderselo. Juventus U23-Lecco è la classica gara da dentro o fuori. Ma le sliding doors, le porte girevoli, non sono per la squadra, ma per l’allenatore Mauro Zironelli e il suo secondo Andrea Malgrati. È probabile che il patron, in caso di sconfitta, metta mano al portafoglio e si procuri un altro “direttore d’orchestra”.

Ma in caso di pareggio? Anche in questo caso bisognerà vedere come arriverà. Se sarà frutto di una grande prestazione o meno.

Però, detto tutto questo, non è che il patron abbia già deciso? Ovvero che un’eventuale vittoria rallenterebbe solamente un processo che oltre a Zironelli potrebbe allontanare da Lecco anche il ds Domenico Fracchiolla? C’è più di un sospetto su questa possibilità.

È un dato di fatto che telefonate, sussurri e proposte siano arrivate copiose nelle ultime ore, dopo lo sfogo di domenica del patron. E, d’altronde, se Di Nunno dice: «O vincono o vanno tutti a casa», vuol dire anche che, dietro, c’è già qualcuno. Impossibile lanciare ultimatum senza avere le spalle coperte. Se non ci fossero altre ipotesi dietro a Zironelli e Fracchiolla, come farebbe il patron a mantenere le minacce verbali domani? E a conferma di questo, perché, senza altro motivo che non sia quello dei risultati, la stampa nazionale si è interessata del Lecco come mai aveva fatto prima? Neanche quando ha battuto il Padova, il Lecco è stato “in prima pagina” sugli online nazionali e non solo... è brutto pensarlo, ma spesso va così. Questo succede di solito quando c’è qualcuno (direttori sportivi, allenatori, procuratori), che soffia sul fuoco. Ovvero che sulle braci ardenti dello scontento del patron Di Nunno getta ulteriore benzina.

Allora sarebbe inutile vincere ad Alessandria contro la Juventus U23? Questo no. E il perché è presto detto: la squadra, se combatterà come ci si aspetta per evitare ipotesi nefaste come quella di un esonero prematuro, avrà dimostrato ancora una volta di essere compatta con l’allenatore. Inutile e dannoso portare un altro allenatore in un gruppo che ha dimostrato lealtà e unità d’intenti con Zironelli (e Malgrati). Inoltre la squadra è stata forgiata a immagine e somiglianza del mister e del suo direttore sportivo (o viceversa).

Ovvero: puoi cambiare guida tecnica e uomo mercato, solo se sei certo che almeno parte della squadra ti seguirà. E solo se sei pronto a cambiare l’altra metà nel mercato di riparazione. La squadra è buona, ma è costruita per attaccare, non per difendere. Per aggredire, non per giocare di conserva. Per fare minutaggio, non per usare i “vecchi” nel toglierti le castagne dal fuoco.

Insomma, se Di Nunno, come pare, ha già più di un’intenzione di cambiare le carte in tavola, rischia grosso. E se lo fa, deve averne i motivi. Non basterebbero i due punti in cinque partite, nell’ipotesi peggiore (sconfitta ad Alessandria), perché nelle precedenti quattro partite, tranne il primo tempo di Crema, il Lecco ha raccolto molto meno di quanto abbia meritato.

È vero, nel calcio contano solo i risultati. Inutile nasconderselo. Ma Zironelli merita almeno la partita in casa per riprendere il cammino, se non riuscirà a farlo già da Alessandria. E i giocatori meritano di “scegliersi l’allenatore”, ovvero di dimostrare in campo di credere in “Ziro”. Tutto il resto sarebbe pericoloso e, visto il bel gioco espresso fino a due partite or sono, anche ingiusto.

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